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Sformatino di ortiche con fonduta di Toma di capra e croccante di Miassa

IMG_8953Preparate le papille alla serata di Chiacchiere in bottega dell’11 aprile con La Cascinassa con questa ricetta unica e saporita.

Ingredienti per 4 persone

Sformatino
200gr ortiche
150ml besciamella con latte di capra
1 uovo
sale e pepe qb
(farina e burro per imburrare stampini)

Fonduta

200gr di toma di capra
100ml panna

Croccante di Miassa

Farina da Miasse
acqua
un uovo
sale
olio

Preparazione

Mondare e lessare le ortiche, frullarle e lasciarle raffreddare. Preparare la besciamella portando a bollore 150ml di latte e a parte soffriggere 15 gr burro con 15 gr di farina, versare il latte sopra e mescolare fino al raggiungimento di una consistenza cremosa, aggiungere sale, pepe e noce moscata. Mescolare la besciamella ottenuta con le ortiche frullate e l’uovo, salare e pepare a piacere.
Preparare gli stampini (classici da Muffin) imburrarli ed infarinarli; versare il composto con circa 2/3 del contenuto, infornarli a 180 gradi per 20 minuti a bagno maria.
Per la fonduta, tagliare a cubetti piccoli la toma e metterla in un pentolino con la panna finchè raggiungerà una consistenza cremosa. Togliere dal fuoco e servire tiepida sugli sformatini

Per il croccante di Miassa: in una ciotola versate la farina per Miassa, aggiungere l’uovo e mescolare bene il tutto con un cucchiaio di legno; salate generosamente.
Incorporare l’olio a filo, e la quantità di acqua necessaria a ottenere un impasto elastico e perfettamente omogeneo. Coprire con un canovaccio e far riposare per almeno 30 minuti a temperatura ambiente.
Distribuire sugli appositi ferri (in alternativa in una padellina antiaderente) per miasse uno strato sottile di impasto e cuocere poi su fuoco vivace, ottenendo una cialda croccante e ben dorata.

Fusilli di Barbarià in Bagna Grisa rivisitata

Venerdì 7 marzo alle 18 scopriremo tutti i segreti del Barbarià®, una farina composta da semi di grano e segale. Si tratta di un metodo che, anticamente, consentiva alle popolazioni montane e pedemontane di ottenere una farina più digeribile di quella che veniva prodotta con la sola segale. Oggi il Barbarià® rappresenta un progetto che prevede l’impiego e la rievocazione di antiche coltivazioni tradizionali.

Venite a trovarci al terzo appuntamento con Chiacchiere in Bottega presso Bottega Gastronomica con i produttori di Pastifico Antilia.

Ingredienti per 4 persone

400 g Fusilli al Barbarià®
200 g di formaggio Nostrale stagionato / o toma piemontese
50 g di burro
2 porri medi
2 bicchieri di latte
1 bicchiere di panna liquida da cucina
Sale e pepe q.b.

Preparazione

Soffriggere nel burro i porri finemente tagliati a rondelle, aggiungere il latte e fare evaporare a fuoco vivo per qualche minuto. Unire il formaggio a pezzetti e la panna e cuocere per qualche altro minuto a fiamma molto bassa mescolando con continuità affinché il formaggio si sciolga completamente. Pepare e aggiustare di sale.
Nel frattempo portare a ebollizione una pentola d’acqua salata. Gettare i fusilli e cuocerli per 6 minuti.
Scolare la pasta e condirla immediatamente con la bagna grisa.

Locandina-Fattoria_Aglio

Erba del cucco (scuscet o cujet)

SileneIl silene (Silene vulgaris) è una pianta spontanea, molto comune nei prati. Pur se poco usata come pianta commestibile, è una delle erbe spontanee più prelibate, dal sapore delicato. I teneri germogli che si asportano in primavera a una lunghezza di 5-6 cm, si fanno bollire per qualche minuto nell’acqua e si consumano come contorno a uova o altre pietanze, al pari dei più diffusi spinaci. Con gli stessi si confezionano risotti dal sapore delicatissimo, ma possono pure venire mescolati a frittate e minestre di stagione.

La ricetta

Risotto con cujet

Rosolate una cipolla in poco olio, versate il riso e fate tostare (deve diventare translucido), unite i cujet e fate insaporire. In seguito, versate il brodo vegetale a poco a poco e portate a cottura. Infine, mantecate con burro e parmigiano.

La ricetta della settimana: briwat

Prosegue il nostro percorso gastronomico attraverso le ricette della cena Alla ricerca dell’insolito a spasso fra nuovi e vecchi banchi di Porta Pila.

Ricette di casa nostra ed estere, delle comunità straniere più presenti a Torino.

Oggi è la volta dei briwat. Questo termine corrisponde a quello di ‘involtino’ e generalmente nella tradizione marocchina si presentano con un ripieno a base di carne d’agnello. E’ possibile nelle molteplici varianti della cucina mediorientale, trovarne con ripieno di pesce, formaggio, verdure miste e spezie ma anche nella versione dolce a base di mandorle e sciroppo casalingo, come questa che vi proponiamo oggi.

briwat

La ricetta

Ingredienti

Per 20 fagottini:

10 fogli di pasta brick (fresca nei negozi alimentari arabi), 250 grammi di mandorle pelate, 125 grammi di zucchero, 1 uovo, cannella q.b., acqua di fiori d’arancio q.b., olio per friggere q.b., miele q.b.

Preparazione

Tostare in una padella di ferro con olio le mandorle intere. Frullarle con lo zucchero. Rimettere nella padella già unta e rimestare sul fuoco aggiungendo un uovo intero, spolverizzare con cannella e un cucchiaio di acqua di fiori d’arancio.

Sul tavolo ripiegare il foglio rotondo di pasta brick tagliato a metà formando una striscia rettangolare lunga. Sistemare un cucchiaio scarso di ripieno e piegare a triangoli successivi, chiudere bagnando con uovo sbattuto e rifilando la pasta in eccesso. Friggere fino alla doratura i briwat, scolarli. Scaldare il miele sul fuoco con poca acqua e immergervi i dolci fritti, lasciarli inzuppare e scolarli. Servirli freddi.