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Museo Ettore Fico - Via Cigna 114, Torino

GEM 2017 “Incontri in Barriera” | 25 MAGGIO 2017 h19 | Tradizione e sperimentazione in Cucina

GEM 2017 “Incontri in Barriera”

giovedì 25 MAGGIO 2017 ore 19.00

Tradizione e sperimentazione in Cucina tra innovazione tecnologica sostenibile 

Museo Ettore Fico – Via Cigna 114, Torino

Per l’ultimo dei quattro appuntamenti di GEM 2017 – Incontri in Barriera lo chef Enrico Bricarello ha ideato una proposta degna di una chiusura in grande stile:Timballo ai due risi di Cascina Oschiena e vellutata allo zafferano Filo Rosso con ossobuco Allio in cottura lenta, side di midollo e gremolata cremosa”

Ospiti della serata Paolo e Micaela Corda di Villafranca d’Asti con la linea di prodotti “Il Filo Rosso”, che racconteranno della loro coraggiosa scelta di cambiare vita, e lasciare i rispettivi lavori di architetto e direttore di banca per costruire la loro azienda, e reintrodurre la coltivazione dello zafferano in Piemonte, presente in quelle terre sin dal XV secolo.

Incontreremo anche i giovani fratelli Allio della Società Agricola San Luigi di Paesana, piccola azienda di allevamento di bovini e suini a conduzione familiare, fondata all’inizio degli anni ’90 da papà Maurizio e sapientemente sviluppata negli anni dai figli con l’aiuto dei nonni, grazie anche all’apertura di una macelleria situata in centro paese.
L’azienda, fondata sul concetto di “filiera corta”, permette di ridurre al minimo i passaggi produttivi e le intermediazioni commerciali, creando, così, un vero contatto diretto tra produttore e consumatore.

Infine avremo modo di fare la conoscenza di Alice Cerutti della Cascina Oschiena, giovane risicoltrice, che racconterà la sua esperienza e la determinazione atta a garantire integre e qualitativamente elevate le proprietà di questo cereale, nel pieno rispetto della tradizione con particolare attenzione ad un’agricoltura sostenibile.
Alice racconterà, inoltre, dell’impegno rivolto alla salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, oltre alle mirate azioni per ricreare habitat naturali per le specie animali e vegetali autoctone, in particolare per la protezione della Pittima Reale, raro uccello che nidifica sulle sue proprietà.

Una serata dedicata all’insegna della tradizione e dell’innovazione in cui avremo modo di sentir parlare di nuove tecnologie, del rispetto e della cura dell’ambiente e dell’attenzione ai cambiamenti.

Presenti, inoltre, come sempre, i prodotti de “La Fattoria dell’Aglio” di Caraglio e i vini e le birre dell’Azienda Agricola Castagnero di Agliano Terme.

 INFO

Degustazione € 15 a persona (a serata) comprensivo della degustazione dei prodotti presentati nel corso della serata, più il piatto elaborato appositamente per l’occasione con ricetta esclusiva dello chef Enrico Bricarello e un calice di vino o di birra, ascelta.

Numero di posti limitato  - Prenotazione obbligatoria a conservatoriagem2017@gmail.com 

Visita libera al Museo Ettore Fico € 5 a persona (gratuito per i possessori dell’Abbonamento Torino Musei) dalle ore 18.00 alle ore 19.00

un progetto a cura di Conservatoria delle Cucine Mediterranee in collaborazione con MEF – Museo Ettore Fico Attività inserita all’interno del Progetto GEM 4: Giovani Eccellenze – Dialoghi in Barriera, realizzato con il sostegno di Fondazione CRT

GEM 2017 “Incontri in Barriera” | 18 MAGGIO 2017 h19 | La Frontiera del Gusto e i sapori di Confine

GEM 2017 “Incontri in Barriera”

giovedì 18 MAGGIO 2017 ore 19.00

La frontiera del Gusto: pecora sambucana, caprini a latte crudo e birre artigianali

Museo Ettore Fico – Via Cigna 114, Torino

Pecora sambucana marinata in birra nera Edfil e cotta in rosa. Side di caprino Cascina Aris montato su patate bio e crema di aglio affumicato. Ecco il piatto ideato dallo chef Enrico Bricarello per il 3^ appuntamento dedicato all’arte con gusto del progetto GEM 2017 – Incontri in Barriera

Tra gli ospiti presenti, i ragazzi del Covo della Pecora con il Piccolo Salumificio Montano di Pontebernardo in Valle Stura, laboratorio di montagna di lavorazione carni, nato nel 2014 dalla volontà della Cooperativa Lou Barmaset, che si occupa della commercializzazione dell’ Agnello Sambucano, con lo scopo di valorizzarne la carne dei capi oltre l’anno di età; attrezzato con celle di stagionatura e strumentazioni tecniche, permette la lavorazione a partire dalla bestia intera, per la preparazione di salumi ed insaccati, pronti a cuocere e carni destinate alla somministrazione nell’attiguo ristorante, l’Osteria la Pecora Nera la cui specialità è L’Agnello Sambucano, che si può degustare in diverse preparazioni, dall’antipasto al secondo.

Avremo con noi anche Raffaele Denk della Cascina Aris di Monale in Provincia di Asti, azienda agricola a conduzione familiare, specializzata nell’ allevamento della capra razza Camosciata delle Alpi con tipologie produttive che variano dal caprino fresco spalmabile a quello stagionato, dal primo sale alle tome a media e lunga stagionatura. Raffaele ha viaggiato attraverso la Francia, frequentando corsi di aggiornamentp, per imparare le tecniche di caseificazione da applicare all’interno del  suo laboratorio la cui produzione è sempre ricerca e innovazione.

Infine, avremo l’onore di incontrare di persona il Birrificio Edfil dell’ Azienda agricola Castagnero di Agliano Terme, partner sponsor della Conservatoria, sempre presente  con birra e vino offerti durante tutti gli appuntamenti di degustazione. Per questo terzo appuntamento, la sua birra nera sarà uno degli ingredienti principe del piatto creato per l’ occasione.

Sarà possibile, quindi, approfondire la storia di questa azienda che, oltre a produrre vino in un luogo che ne è la “patria”, ha deciso, con grande passione, di dedicarsi anche alla produzione della birra.

Presenti, inoltre, come sempre, i prodotti de “La Fattoria dell’Aglio

A coronare la serata, l’incontro con l’architetto Alex Cepernich, che ha disegnato il Museo Ettore Fico e che ci parlerà delle trasformazioni che stanno avvenendo in Barriera di Milano.

INFO

Degustazione € 15 a persona (a serata) comprensivo della degustazione dei prodotti presentati nel corso della serata, più il piatto elaborato appositamente per l’occasione con ricetta esclusiva dello chef Enrico Bricarello e un calice di vino o di birra, ascelta.

Numero di posti limitato  - Prenotazione obbligatoria conservatoriagem2017@gmail.com 

Visita libera al Museo Ettore Fico € 5 a persona (gratuito per i possessori dell’Abbonamento Torino Musei) dalle ore 18.00 alle ore 19.00

un progetto a cura di Conservatoria delle Cucine Mediterranee in collaborazione con MEF – Museo Ettore Fico Attività inserita all’interno del Progetto GEM 4: Giovani Eccellenze – Dialoghi in Barriera, realizzato con il sostegno di Fondazione CRT

 

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GEM 2017 “Incontri in Barriera” | 11 MAGGIO 2017 h19 | Il Piemonte incontra i sapori di Amatrice

GEM 2017 “Incontri in Barriera”

giovedì 11MAGGIO 2017 ore 19.00

Sapori veri: il Piemonte incontra i sapori di Amatrice

Museo Ettore Fico – Via Cigna 114, Torino

Secondo imperdibile  appuntamento di GEM: lo chef Bricarello ha ideato per l’ occasione questa ricetta Sauté di sedanini alla curcuma Antilia, crema di pecorino amatriciano e sfoglia di ricotta al forno, con spiedino di lumache di Savigliano su cipolle rosse caramellate e polvere di  di aglio di Caraglio”.

Eccezionali ospiti il Sig. Rinaldo d’Alessio, Presidente del Consorzio di tutela de “L’Amatriciano“, titolare dell’Azienda agricola La Mascionara, e il Sig. Antonio Di Marco, vicepresidente del Consorzio e titolare dell’allevamento più importante di Amatrice (1.200 pecore e oltre 100 vacche da latte, solo per citare alcuni numeri). L’eccellenza amatriciana a Torino, un consorzio di quattordici produttori che ha lo scopo di recuperare l’antica tradizione del pecorino, ingrediente fondamentale degli “spaghetti alla gricia” prima e degli “spaghetti all’amatriciana” poi, la cui area di produzione è il territorio dei Monti della Laga, con altitudini superiori e 600 metri. L’azienda Mascionara poi, dove confluiscono le singole produzioni del consorzio, riesce ad ottimizzare e valorizzare le qualità della filiera, con linee guida che rispecchiano perfettamente i requisiti delle aziende selezionate per il progetto, attraverso l’attenzione del territorio e il benessere degli animali, attenzione che si traduce in qualità e sicurezza del latte e delle carni, sia sul piano nutrizionale che su quello organolettico (garantiti dalla libertà di movimento in grandi spazi all’aperto per il bestiame, oltre all’alimentazione selezionata e totalmente naturale dettata del pascolo libero). Nonostante le evidenti difficoltà del post terremoto, difficoltà che permangono, i produttori e allevatori sono riusciti a fare “rete”, con la sinergia fra innovazione e tradizione: processi di lavorazione antichi e tradizionali vengono affiancati dalle più moderne e migliori tecnologie. Il risultato finale e un caseificio all’avanguardia dove maestri caseari provano soluzioni diverse con cura del particolare quasi maniacale, ed una zona produttiva relativa agli insaccati dove vengono ricercati minuziosamente gusti, sapori, spezie e stagionature, prodotti genuini con caratteristiche di profumo e sapore eccellenti.

Alla serata interverranno inoltre il Pastificio Antilia, nato nel 2013, a Busca, in provincia di Cuneo grazie alla passione di Marco Risso e al suo attento lavoro di selezione delle materie prime provenienti da agricolture biologiche: la sua pasta  ha ottenuto dal Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici la certificazione biologica e viene interamente prodotta con fonti energetiche rinnovabili. Potremo poi incontrare Sebastiano Giacosa  che racconterà del suo  allevamento di Lumache Italiane Helix Aspersa, di circa ventimila metri quadrati, iniziato nel 2012; esse vengono allevate a ciclo biologico completo, usando solamente alimenti vegetali freschi (insalata, cavolo, bietola, costine da taglio e girasoli giganti), di cui le lumache vanno ghiotte.

Presenti, inoltre, come sempre, i prodotti de “La Fattoria dell’Aglio” di Caraglio e i vini e le birre dell’Azienda Agricola Castagnero di Agliano Terme.

La serata sarà allietata da alcune letture in tema , a cura di Lucrezia Scalzotto.

INFO

Degustazione € 15 a persona (a serata) comprensivo della degustazione dei prodotti presentati nel corso della serata, più il piatto elaborato appositamente per l’occasione con ricetta esclusiva dello chef Enrico Bricarello e un calice di vino o di birra, ascelta.

Numero di posti limitato  - Prenotazione obbligatoria conservatoriagem2017@gmail.com 

Visita libera al Museo Ettore Fico € 5 a persona (gratuito per i possessori dell’Abbonamento Torino Musei) dalle ore 18.00 alle ore 19.00

 un progetto a cura di Conservatoria delle Cucine Mediterranee in collaborazione con MEF – Museo Ettore Fico Attività inserita all’interno del Progetto GEM 4: Giovani Eccellenze – Dialoghi in Barriera, realizzato con il sostegno di Fondazione CRT

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GEM 2017 “Incontri in Barriera” | 4 MAGGIO 2017 ore 19.00 | Rise Up – Il risveglio del Gusto

GEM 2017 “Incontri in Barriera”

giovedì 4 MAGGIO 2017 ore 19.00

Rise up/ il risveglio del gusto

Museo Ettore Fico – Via Cigna 114, Torino

“Capocollo di suino dell’Az. Parva Domus “al cucchiaio”, riduzione al Grignolino, Crema di asparagi di Santena e calendula, misticanza ai germogli croccanti”

Questa la proposta dello chef istruttore Enrico Bricarello per la prima serata di GEM “Incontri in Barriera” progetto ideato dalla Conservatoria delle Cucine Mediterranee e finanziato dalla Fondazione CRT.

I produttori presenti in questa serata sono l’Azienda Agricola Parva Domus, l’Az. Agr. Bio Roberta Capanna e l’Ass. Produttori dell’Asparago di Santena. Saranno anche presenti i prodotti del “La Fattoria dell’Aglio” di Caraglio e i vini e le birre dell’Az. Agr. Castagnero di Agliano Terme che interverranno a tutte e quattro le serate.

Incontreremo Cristina e Davide di Parva Domus, provenienti da percorsi professionali differenti, che hanno fatto del benessere animale e della sostenibilità il cuore della loro filosofi: i loro maiali hanno la possibilità di muoversi liberamente, di essere protetti dal caldo o dal freddo e di avere libero accesso a cibo e acqua. Conosceremo i loro prodotti e il loro agriturismo… Poi converseremo con Roberta, signora delle erbe aromatiche ed officinali; nei suoi campi, in una magnifica conca tra le montagne, lei persegue la raccolta esclusivamente manuale dei fiori. Inoltre il suo moderno laboratorio, affacciato e quasi “sospeso sulla vallata sottostante le permette di trasformare il raccolto direttamente in azienda, garantendo così la piena tracciabilità della filiera. E per perseguire l’ obiettivo della ricetta “abbinare sensazioni di succulenza a sensazioni di freschezza” ci saranno i meravigliosi asparagi di Santena.

Ma la serata ci offrirà anche la possibilità di dialogare con Andrea Busto, direttore del Museo Ettore Fico che ci racconterà la sua scelta coraggiosa e innovativa di creare il MEF in un quartiere ritenuto “difficile” quale la Barriera di Milano, scelta che, peraltro, si è rivelata estremamente vincente.

Ancora una volta, quindi, l’innovazione, l’interesse per le nuove tecnologie, il rispetto e la cura dell’ ambiente e l’ attenzione ai cambiamenti saranno i protagonisti della serata.

INFO

Degustazione 15 a persona (a serata) comprensivo della degustazione dei prodotti presentati nel corso della serata, più il piatto elaborato appositamente per l’occasione con ricetta esclusiva dello chef Enrico Bricarello e un calice di vino o di birra, ascelta.

Numero di posti limitato  – Prenotazione obbligatoria conservatoriagem2017@gmail.com 

Visita libera al Museo Ettore Fico5 a persona (gratuito per i possessori dell’Abbonamento Torino Musei) dalle ore 18.00 alle ore 19.00

 un progetto a cura di Conservatoria delle Cucine Mediterranee in collaborazione con MEF – Museo Ettore Fico Attività inserita all’interno del Progetto GEM 4: Giovani Eccellenze – Dialoghi in Barriera, realizzato con il sostegno di Fondazione CRT

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Venerdì 12 giugno “Cosa Bolle in Pentola” presenta “La Meisoun dei Roc”

Cosa Bolle in Pentoladedica il 6^ Appuntamento di Showcooking live alla “Formagerie La Meisoun dei Roc”, piccolo laboratorio di caseificazione dell’Az. Agr. Degioanni Isabella di Sambuco - Cn.

A partire dalle h 19.00, presso la sede dell’Associazione Cuochi, in Via Bogino 17, insieme a Marta Fossati analizzeremo tutte le fasi della lavorazione e trasformazione dei formaggi caprini e della coraggiosa scelta di vita della nostra giovane protagonista e di suo marito Luca Giacosa.

L’amorevole cura per i capi in azienda, di razza alpina meticcia, si percepisce nell’immediato e si manifesta non solo nella scelta di un’alimentazione del tutto naturale, ma dall’attenzione che Marta e Luca riservano ad ogni esemplare, battezzandoli singolarmente con un nome proprio.

Tutti i formaggi caprini della “Meisoun dei Roc” vengono prodotti con latte crudo. Caratteristica principale del latte caprino e l’ottima digeribilità data dalla composizione proteica che presenta un tasso di catena inferiore al vaccino.

Ma non è tutto…. le peculiarità dell’Azienda e della Fromagerie non si limitano alla sola cura dell’alimentazione, del benessere degli animali e della qualità naturale dei prodotti, degna di nota, infatti, è la particolare iniziativa imprenditoriale proposta dai due giovani produttori.

Per ovviare alle difficoltà oggettive di gestione dell’Azienda nel periodo invernale, quando, per ragioni biologiche la produzione di latte cessa completamente, Marta e Luca promuovono il programma “Adotta una capra”

Nessun timore, Marta e Luca non chiedono che vi portiate a casa una capra… l’adozione è assolutamente virtuale!

Con soli 100 euro versati alla “Meisoun dei Roc” il sottoscrittore avrà raggiunto due importanti obiettivi: aiutare i giovani imprenditori ad affrontare la stagione di “magra” invernale, ed entrare nel novero degli aventi diritto a godere del “pacco della capra” che consiste in una fornitura di formaggi del valore di 120 euro.

A partire dal mese di Aprile dell’anno seguente, infatti, ogni settimana sarà a disposizione degli aderenti al programma, una selezione di formaggi sino al raggiungimento del valore prefissato.

Cos’altro aggiungere se non la domanda: “chi mai potrà garantirvi una rendita del 20% sul capitale investito?”……

A condurre l’incontro, gli approfondimenti e le curiosità sull’azienda, sarà lo chef Istruttore Enrico Bricarello, mentre la dimostrazione della ricetta dal vivo, elaborata per esaltare le qualità dei prodotti “ospite” in presenza del pubblico partecipante, sarà curata dalla chef Andrea Pellegrini.

Al termine della dimostrazione, a tutti i partecipanti, verrà offerto un assaggio gratuito della ricetta elaborata: “Sfogliatina con caprino stagionato e albicocca al forno”.

La partecipazione agli showcooking è gratuita.
Vista la capienza limitata, occorre prenotarsi a
conservatoria@cucinemediterranee.net
L’incontro avrà inizio alle h 19

A seguire, l’Associazione Cuochi organizzerà un aperitivo, a pagamento, proponendo altre ghiottonerie con i prodotti della “Meisoun dei Roc” accompagnate da vini e bevande dei viticoltori e produttori piemontesi di riferimento.

Buffet + 1 consumazione € 6,00. Consumazioni aggiuntive € 2,00 cad.
Tra le proposte segnaliamo: Bonbon di fichi caramellati e caprino fresco, Insalatina di cereali misti robiola e mentuccia, Fagottino di pasta brik e caprino semi-stagionato, Insalata con frutta ed erbette condita con yogurt di capra.
 

Per maggiori info, consulta la locandina, segui gli aggiornamenti sulla pagina facebook all’indirizzo https://www.facebook.com/conservatoriacucinemed o direttamente all’evento dedicato.

Venerdì 5 giugno “Cosa Bolle in Pentola” presenta l’Az. Agr. e Bio “Roberta Capanna”

Il 5^ Appuntamento di Showcooking live di “Cosa Bolle In Pentola” ospita le erbe aromatiche e officinali dellAz.Agr. Bio “Roberta Capanna” di Valgrana – Cn.

A partire dalle h 19.00, presso la sede dell’Associazione Cuochi, in Via Bogino 17, approfondiremo le tematiche del biologico, della sostenibilità ambientale e della grande passione di questa piccola azienda artigianale a conduzione familiare.

Insieme a Roberta Capanna e alla figlia Stefania andremo alla scoperta delle varietà di erbe aromatiche ed officinali coltivate secondo il modello naturale e rigorosamente biologico della “BioCapanna”.

Piante e fiori, raccolti manualmente, vengono poi lavorati all’interno del laboratorio aziendale per essere trasformati in prodotti per l’alimentazione, la salute e la cosmesi.

Nei quattro ettari di terreno dell’azienda, tutti i fiori presenti si riproducono naturalmente e direttamente in campo, attraverso l’autosemina.

All’interno dell’azienda non si coltivano solo fiori e ed erbe, ma anche numerosi i prodotti orticoli.

Rimanendo in tema di sostenibilità ambientale, segnaliamo la presenza di un laghetto di fitodepurazione realizzato con il contributo del Comune di Valgrana. Inoltre, la particolare salubrità dell’aria e del terreno hanno favorito l’insediamento di 6 arnie che, oltre a garantire una piccola produzione di miele per autoconsumo garantiscono l’indispensabile lavoro di impollinazione delle piante.

La “BioCapanna” organizza corsi teorico-pratici di botanica con possibilità di uscite sul campo…… approfittatene.

A condurre l’incontro, gli approfondimenti e le curiosità sull’azienda, sarà lo chef Istruttore Enrico Bricarello, mentre la dimostrazione della ricetta dal vivo, elaborata per esaltare le qualità dei prodotti “ospite” in presenza del pubblico partecipante, sarà curata dalla chef Andrea Pellegrini.

Al termine della dimostrazione, a tutti i partecipanti, verrà offerto un assaggio gratuito della ricetta elaborata: “Bollito di Vitello in salsa alla Calendula.

La partecipazione agli showcooking è gratuita.
Vista la capienza limitata, occorre prenotarsi a
conservatoria@cucinemediterranee.net
L’incontro avrà inizio alle h 19

A seguire, l’Associazione Cuochi organizzerà un aperitivo, a pagamento, proponendo altre ghiottonerie con i prodotti dell’Az. Agr. “BioCapanna” accompagnate da vini e bevante dei viticoltori e produttori piemontesi di riferimento.

Buffet + 1 consumazione € 6,00. Consumazioni aggiuntive € 2,00 cad.
Tra le proposte segnaliamo: : Insalatina di campo, Salmone marinato ai sali aromatizzati, Quiche profumata ai fiori di zucca e lavanda, Frittelle di erbe di campo e caprino morbido.

Per maggiori info, consulta la locandina, segui gli aggiornamenti sulla pagina facebook all’indirizzo https://www.facebook.com/conservatoriacucinemed o direttamente all’evento dedicato.

Venerdì 29 maggio “Cosa Bolle in Pentola” presenta la Soc. Agr. “San Luigi”

I quattro fratelli Allio, tutti giovanissimi, saranno gli ospiti privilegiati del 4^ appuntamento di showcooking di “Cosa Bolle in Pentola”, dedicato alle carni di bovine della Soc. Agr. “San Luigi” di Paesana (Cn).

A partire dalle h 19.00, in pieno centro a Torino, presso la sede dell’Associazione Cuochi, in Via Bogino 17, si parlerà di allevamento, di trasformazione, di qualità e tradizione.

Eh sì, tradizione, perché i fratelli Allio, praticano ancora la transumanza trasferendo, nel periodo estivo, i capi allevati in azienda nei pascoli di alta montagna. Per chi non conosce la zona…. da quelle parti nasce il nostro fiume Po.

Una pratica che comporta benefici non solo alla salute degli animali, che possono circolare liberamente nei pascoli, ma indirettamente anche alle carni e ai prodotti che finiscono sulle tavole degli accorti consumatori.

Ad oggi, l’attività di transumanza, con l’avvento della moderna zootecnia e allevamento intensivo, si è fortemente ridotta, ridimensionata, in molti luoghi del tutto scomparsa.

Ma nella Società Agricola “San Luigi” non si allevano solo bovini. Altrettanta cura e attenzione è dedicata all’allevamento dei suini destinati anch’essi alla macellazione e alla produzione di carni e svariate specialità derivate. I prosciutti crudi vengono mandati a stagionare a Parma in azienda specializzata per un periodo di 24 mesi.

La Società Agricola segue in modo scrupoloso e dettagliato ogni fase della filiera produttiva in modo da poter fornire la massima garanzia ai propri consumatori. Il foraggio viene autoprodotto in Azienda: trinciato naturale,durante la stagione fredda, erba fresca da maggio in avanti, fieno ed integratori se necessari.

Se avete ancora qualche dubbio, recatevi nel punto vendita di famiglia a Paesana, in Via Roma 30. Ad accogliervi troverete due degli energici fratelli: Arianna e Emanuele che vi consiglieranno sugli acquisti.

Paesana è uno degli 88 Comuni della Riserva della Biosfera del Monviso, riconosciuta dal Programma UNESCO “Man and Biosphere” a livello nazionale e transfrontaliero.

Che altro aggiungere? …. A voi l’ardua sentenza!!!!!

A condurre l’incontro, gli approfondimenti e le curiosità sull’azienda, sarà lo chef Istruttore Enrico Bricarello, mentre la dimostrazione della ricetta dal vivo, elaborata per esaltare le qualità del prodotto “ospite” in presenza del pubblico partecipante, sarà curata dalla chef Andrea Pellegrini.

Al termine della dimostrazione, a tutti i partecipanti, verrà offerto un assaggio gratuito della ricetta elaborata: “Tartare di vitello con olio di nocciola e scaglie di Grana Padano”.

La partecipazione agli showcooking è gratuita.
Vista la capienza limitata, occorre prenotarsi a conservatoria@cucinemediterranee.net
L’incontro avrà inizio alle
h 19

A seguire, l’Associazione Cuochi organizzerà un aperitivo, a pagamento, proponendo altre ghiottonerie a base di prodotti della Società Agricola “San Luigi” accompagnate dai  vini “Ghiomo” presentati dal viticoltore e produttore Giuseppino Anfossi.

Buffet + 1 consumazione € 6,00. Consumazioni aggiuntive € 2,00 cad.
Tra le proposte segnaliamo: Straccetti al salto con pisellini novelli e fave, Rollé di vitello e lardo aromatizzato con senape leggera, Caramella di bresaola e tomino alle erbe profumate, Guancia di vitello brasata.

Per l’occasione saranno in vendita alcuni prodotti della Fattoria dell’Aglio di Caraglio, dell’Az. Agr. “La Rosa Bianca” coinvolte, rispettivamente, nella prima e nell’attuale edizione del progetto “Giovani Eccellenze” e, in via del tutto eccezionale, anche i vini dell’Az. Agr. Ghiomo di Guarene (Cn).

Per maggiori info, consulta la locandina dell’evento, segui gli aggiornamenti sulla pagina facebook all’indirizzo
https://www.facebook.com/conservatoriacucinemed o direttamente all’evento dedicato.

Zuccotto Fiorentino

Dolce tipico toscano (nasce agli inizi degli anni ‘50) dalla caratteristica forma a cupola. La farcitura, a base di frutta secca, cioccolato, panna montata e zucchero a velo, viene trasferita in un apposito recipiente semisferico precedentemente rivestito di pan di Spagna tagliato a fettine sottili e imbevuto di bagna al Maraschino. Il tutto viene poi sistemato in frigorifero fino al momento di servire. Lo zuccotto, secondo la ricetta originale, è  un semifreddo “a pasta bianca”, ossia senza l’aggiunta di uova nell’impasto. Se, invece, si utilizzano uova, si ottengono comunque ottimi semifreddi, che però non possono più chiamarsi zuccotto.

Componenti:

  • Pan di Spagna
  • bagna al Maraschino
  • panna montata, arancia candita e gocce cioccolato
  • panna montata al cacao
  • polvere di Pan di Spagna

 

Pan di Spagna base

500 g uova
420 g zucchero
10 g aceto
300 g tuorli
500 g farina
60 g fecola

Procedimento
Montare nella planetaria le uova con lo zucchero e l’aceto. Aggiungere poco alla volta i tuorli. Terminare di montare. Setacciare le farine ed unirle delicatamente al composto montato. Porzionare in stampi o anelli di acciaio.

Cottura
Cuocere a 180°C per 18/20 minuti con v.a.

Bagna al maraschino

g 500 sciroppo 32 Be
g 100 Maraschino
Intiepidire lo sciroppo e unire il maraschino.

Panna montata al cacao

g 400 panna
g 80 cacao
Montare la panna insieme al cacao.

Montaggio

Sbucciare completamente un Pan di Spagna di diametro 16 cm e tagliarlo in tre fette orizzontalmente e in quattro spicchi verticalmente, posizionarlo all’interno dell’apposito stampo, foderandolo completamente.

Preparare la chantilly con l’arancia candita e il cioccolato e scamiciare internamente lo stampo, lasciando uno spazio vuoto all’interno. Raffreddare. Riprendere, colmare lo spazio con panna montata al cacao. Livellare accuratamente, coprire con il disco di Pan di Spagna e pressare bene. Chiudere con l’apposito coperchio e congelare.

Finitura

Riprendere, sformare e bagnare con il Maraschino. Spalmare completamente di panna e ricoprire interamente di mimosa. Decorare con un nastro e riccioli di zucchero.

Torta frangipane alle nocciole con cremino

Il merito di aver sperimentato e poi propagandato l’impianto dei noccioleti in tutto il comprensorio dell’Alta Langa va al professor Emanuele Férraris che, nella campagna di Feisoglio, creò quelle che furono le colture-pilota del prezioso nocciolo, dimostrando la maggior produttività e la miglior resistenza della pianta alle affezioni organiche e parassitarie rispetto alla vite

Prima d’allora, infatti, quasi tutti i contadini puntavano sul vigneto, in coltura specializzata o mista. Oggi la vite, poco adatta a questa zona, è praticamente abbandonata.
La varietà di nocciolo diffusa in tutto il territorio circostante è chiamata “gentile del Piemonte”, caratterizzata da un guscio molto, duro e completamente pieno che consente buone rese ai coltivatori.
È ritenuta la miglior nocciola per uso industriale, preferita a quella romana, napoletana e siciliana, come alle avellane importate dalla Spagna e dalla Turchia.
Viene impiegata nell’industria del cioccolato che ha ad Alba un noto e vasto complesso aziendale e nella fabbricazione del torrone, attività antichissima 

 

Composto frangipane

Farina di mandorle g. 125
Farina nocciole g. 125
Burro g. 250
Zucchero a velo gr. 250
Farina frolla g. 100
Uova intere g. 250

Montare burro, zucchero a velo, farina di mandorle e nocciole, unire le uova poco alla volta, incorporare la farina senza impastare troppo.
Disporre il composto in teglie foderate con pasta frolla e leggero strato di confettura di albicocche. Cuocere in forno a 160°C fino a cottura.

Cremino alla nocciola

Cioccolato bianco g. 500
Pasta nocciola g. 500
Mescolare i vari ingredienti temperati insieme.

Assemblaggio

Quando la torta sarà cotta e raffreddata tagliare la parte superiore rigonfiata del frangipane, fare un giro di nocciole sul bordo e colare il cremino al centro. Se la torta viene realizzata nei cerchi di acciaio, ruotare completamente e glassare la parte inferiore con il cremino lasciando il frangipane sotto.

Millefoglie

In francese mille-feuille o millefeuille, anche conosciuto come Napoleon, questo è un dolce d’origine transalpina. Tradizionalmente la torta Millefoglie è composta da tre strati di pasta sfoglia, che si alternano con due strati di crema pasticcera, benché esistano varianti che sostituiscono la crema con altri condimenti come la panna o la marmellata. In Italia, di solito, lo strato di pasta superiore è spolverato con zucchero a velo, cacao o mandorle sbriciolate.

Pasta sfoglia

Burro anidro o margarina sfoglia g. 1000
Farina grano tenero 00 g. 1000
Acqua fredda g. 500
Sale fino g. 25

Preparazione

Impastare 300 gr. di burro con 1 kg. di farina; unire l’acqua ed il sale fino, lasciar riposare. Tirare l’impasto  base ed unire al centro la restante parte di burro.
Tirare di seguito dando le seguenti pieghe 3/4/3/4  con i dovuti intervalli. Tirare la sfoglia, dare la forma, lasciar riposare e cuocere.

Crema Pasticcera Diplomatica

latte fresco intero 1000 g
panna fresca 250 g
bacca di vaniglia 1 g
buccia di limone grattugiata fine 1
zucchero semolato 240 g
tuorli d’uova 300 g
amido di riso 90 g

Alleggerire la crema per ogni kg di crema pasticcera 350 g di panna montata.
Unire il latte, la panna, la bacca di vaniglia e la buccia di limone, nel frattempo fare una pastella con i tuorli lo zucchero e l’amido girare fino a fare un composto liscio e cremoso.
Quando il latte arriva a bollore stemperare il composto, unire e cuocere sul fuoco, versare su una teglia e far freddare in abbattitore.
Conservazione: +4°C 2 giorni.

Cinema al Mercato e GEM-Giovani Eccellenze al Mercato, 2 giorni di eventi

Il mese di maggio sarà ricco di appuntamenti per Conservatoria, tutti all’insegna del gusto, ovviamente. E non solo: anche film, workshop e libri per la gastronomia abbraccia la cultura a 360°.

Giovedì 8 e venerdì 9 maggio infatti si svolgeranno a Porta Palazzo e con ingresso gratuito la II° edizione di Cinema al Mercato e gli eventi di chiusura del progetto GEM-Giovani Eccellenze al Mercato. L’unione dei progetti in un unico grande evento è importante per mettere l’accento sul fatto che i prodotti di eccellenza della nostra Regione (come quelli individuati da GEM), possono essere commercializzati al mercato e questo costituirebbe un duplice vantaggio: per i produttori che troverebbero un nuovo punto di distribuzione e per i mercati stessi che avrebbero un’offerta più ricca e di qualità.

Cinema al mercato, promossa dall’Assessorato al Commercio della Città di Torino e dalla Conservatoria in collaborazione con Aiace Torino è una manifestazione realizzata all’interno del progetto europeo CENTRAL MARKETS (sostenuto dal programma UE Central Europe 2007-2013), per la valorizzazione e promozione dei mercati tradizionali e dei loro prodotti. L’iniziativa è inserita nella Giornata internazionale dei mercati – celebrata con iniziative ad hoc da tutte le città capofila del progetto dei vari Paesi europei aderenti. La due-giorni torinese si ispira a un binomio d’eccellenza tutto subalpino che unisce sapientemente cinema e cibo di qualità.

Durante la serata dell’8 maggio, Conservatoria dà l’accento sul cibo da strada con le birre artigianali di Birrificio Torino, la gastronomia Yankuam & co. con i suoi panini espressi e i succhi di frutta autoprodotti e l’Apemangiando (della cooperativa Via Italia), una piccola Ape attrezzata per cucinare tempura di verdura servita in cartoccio e tortini, tutto bio. E per dessert, la Gelateria Popolare di via Borgo Dora avrà un banco con i suoi freschi gelati, alcuni dei quali preparati con la frutta del mercato. Tutti i piatti serviti sono preparati con i deliziosi prodotti del mercato di Porta Palazzo.

Dalle ore 21, proiezione a ingresso gratutito del documentario di Ferrando e Tealdi La Boqueria, sul mercato di Barcellona e Every Day Except Christmas, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1957, inno al mercato ortofrutticolo di Covent Garden.

Il 9 maggio il focus è sulla conclusione del progetto Giovani Eccellenze al Mercato, progetto della Conservatoria finanziato dalla Fondazione CRT, che ha visto 8 produttori piemontesi di alta qualità incontrarsi durante una serie di showcooking. Alle 18 un workshop gratuito incentrato sul tema della commercializzazione e promozione delle eccellenze del territorio, come quelle di GEM appunto, anche nei mercati. Modera Enrico Bricarello, chef istruttore dell’Istituto Professionale Alberghiero di Torino, giornalista e membro dell’Associazione Stampa Agroalimentare. All’incontro sono stati invitati i maggiori Esponenti Istituzionali e le Associazioni di Categoria competenti e attivi nei settori della promozione, del commercio e della valorizzazione del territorio. L’occasione sarà propizia ad un aperto confronto su alcune tematiche cruciali, che andranno ad insistere su argomenti di comune interesse, quali: sostenibilità ambientale, attenzione al territorio e salvaguardia del paesaggio naturale, adozione di fonti energetiche alternative, dialogo e dinamismo progettuale per cogliere e trasmettere le opportunità di accesso a fondi nazionali ed europei a sostegno delle attività agricole, forza sinergica dell’associazionismo nella commercializzazione dei prodotti di eccellenza, importanza dell’integrazione settoriale per una più ampia valorizzazione territoriale.

Seguirà alle ore 20 la presentazione a ingresso libero, all’interno del Salone OFF-Salone Internazionale del Libro di Torino, dell’ebook Gemme del gusto. Giovani produttori piemontesi di eccellenza si confessano edito da Zandegù. 4 foodblogger hanno intervistato gli 8 produttori piemontesi selezionati da Conservatoria all’interno del progetto GEM. Interverranno le foodblogger Anna Buganè, Mariachiara Montera e Sandra Salerno e l’editore Marianna Martino.

Alle ore 20.30 Conservatoria organizza una degustazione gratuita offerta agli spettatori, realizzata con l’Associazione Cuochi di Torino.
La degustazione prevede:

  • Focaccia alle nocciole con lardo
  • Bicchierini di maionese all’olio di nocciole e alla crema d’aglio con verdure crude
  • Mousse di tomino con salsa rossa piemontese
  • Insalata di riso Venere e pesce bianco
  • Insalata di riso rosso e pollo
  • Agnello sambucano marinato alle verdure e riso Apollo
  • Torta salata di toma e porri
  • Torta primaverile di ricotta ed erbette
  • Crostini di mais con salampatata
  • Crema di zucca al pastis
  • Paninetti barbarià con coppa e insalatine
  • Insalata di robiola con pere e nocciole

 

Dalle ore 21, i film: La storia di Agnes Browne diretto e interpretato da Anjelica Huston e il corto croato Plac – The Market. Le proiezione, come quella dell’8 maggio, è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Scarica il comunicato stampa della due giorni di eventi.

Scarica il programma della giornata del 9 maggio dedicata a GEM – Giovani Eccellenze al Mercato.

GEM_Workshop 9 maggio

 

 

Showcooking con Azienda Agricola Sama Laboratorio del Gusto il 4 aprile alle 18

Logo SAMAForse non lo sapete ma si può fare l’olio anche dalle nocciole. È il sesto appuntamento con Chiacchiere in Bottega presso Bottega Gastronomica per venerdì 4 aprile alle 18 in compagnia di Azienda Agricola SAMA.IMG_0974

Grazie alle sue proprietà organolettiche, derivanti dall’alta qualità delle Nocciole, il Noccio Olio, con il suo intenso profumo ed il gusto estremamente particolare e gradevole è un accompagnatore d’eccellenza per ogni portata.
Dall’antica tradizione del Monferrato nasce l’olio di Nocciola, prodotto dalla spremitura meccanica e a freddo dal 100% di Nocciole coltivate nel Monferrato, ricco di preziose qualità nutrizionali, energetiche, vitali, utili al benessere naturale e con alto potere antiossidante.

 Locandina-Fattoria_Aglio

 

Zuppa di lenticchia tradizionale della Valle Grana e Aglio di Caraglio

In vista dello showcooking presso Bottega Gastronomica con Fattoria dell’aglio, all’interno della nostra rassegna Chiacchiere in Bottega vi proponiamo una deliziosa zuppa tradizionale che verrà cucinata dallo chef Michele Chipale durante la serata del 28/02.

Ingredienti

500 g lenticchia tradizionale della Valle Grana
180 g aglio di Caraglio
0,15 l olio extravergine di oliva
0,5/0,8 l brodo animale
Sale q.b.

Preparazione

Ammollare le lenticchie per circa 12 ore in acqua fredda. Tritare 80 g di aglio di Caraglio e preparare il brodo di carne con sedano, carote, cipolle e alcune ossa. Il brodo va fatto bollire per circa 1 ora.
Soffriggere 100 g di aglio con una parte dell’olio extravergine, aggiungere le lenticchie precedentemente scolate e bagnare con 2 o 3 mestoli di brodo coprendole.
asciar cuocere circa 1 ora e servire la zuppa con alcune scaglie di aglio di Caraglio e poche gocce di olio.

Showcooking con Fattoria dell’Aglio il 28 febbraio alle 18

fattoriadellaglioSecondo appuntamento con Chiacchiere in Bottega presso Bottega Gastronomica per venerdì 28 febbraio alle 18. Questa volta gusteremo i prodotti di Fattoria dell’Aglio di Caraglio. La loro celebre crema all’aglio Aj love you e l’aglio di Caraglio sono i protagonisti della serata.

Lo staff di Fattoria dell’Aglio e il cuoco Michele Chiapale cucina davanti ai vostri occhi un prelibato piatto, la zuppa di lenticchie della Valle Grana con aglio di Caraglio.

La partecipazione allo show-cooking è gratuita. Vista la capienza limitata occorre obbligatoriamente prenotarsi al seguente indirizzo email: conservatoria@cucinemediterranee.net

Aj love you La treccia

La locandina dell’evento del 28/02

Locandina-Fattoria_Aglio

 

 

Showcooking con Argalà il 7 febbraio alle 18

Parte Chiacchiere in Bottega presso Bottega Gastronomica.

Il primo appuntamento è venerdì 7 febbraio alle 18: si parte con Argalà e il suo pastis artigianale molto aromatico, unico in Piemonte presentato da Piero Nuvoloni-Bonnet.

La partecipazione allo show-cooking è gratuita. Vista la capienza limitata occorre obbligatoriamente prenotarsi al seguente indirizzo email: conservatoria@cucinemediterranee.netlocandina argalà

La ricetta della settimana: briwat

Prosegue il nostro percorso gastronomico attraverso le ricette della cena Alla ricerca dell’insolito a spasso fra nuovi e vecchi banchi di Porta Pila.

Ricette di casa nostra ed estere, delle comunità straniere più presenti a Torino.

Oggi è la volta dei briwat. Questo termine corrisponde a quello di ‘involtino’ e generalmente nella tradizione marocchina si presentano con un ripieno a base di carne d’agnello. E’ possibile nelle molteplici varianti della cucina mediorientale, trovarne con ripieno di pesce, formaggio, verdure miste e spezie ma anche nella versione dolce a base di mandorle e sciroppo casalingo, come questa che vi proponiamo oggi.

briwat

La ricetta

Ingredienti

Per 20 fagottini:

10 fogli di pasta brick (fresca nei negozi alimentari arabi), 250 grammi di mandorle pelate, 125 grammi di zucchero, 1 uovo, cannella q.b., acqua di fiori d’arancio q.b., olio per friggere q.b., miele q.b.

Preparazione

Tostare in una padella di ferro con olio le mandorle intere. Frullarle con lo zucchero. Rimettere nella padella già unta e rimestare sul fuoco aggiungendo un uovo intero, spolverizzare con cannella e un cucchiaio di acqua di fiori d’arancio.

Sul tavolo ripiegare il foglio rotondo di pasta brick tagliato a metà formando una striscia rettangolare lunga. Sistemare un cucchiaio scarso di ripieno e piegare a triangoli successivi, chiudere bagnando con uovo sbattuto e rifilando la pasta in eccesso. Friggere fino alla doratura i briwat, scolarli. Scaldare il miele sul fuoco con poca acqua e immergervi i dolci fritti, lasciarli inzuppare e scolarli. Servirli freddi.

Porta Pila: un po’ di storia | parte 2

Nel tempo…

Porta Palazzo ha sempre rappresentato il primo punto di contatto fra la città e i migranti: è qui che i nuovi arrivati hanno trovato qualcuno che parlasse la loro lingua o il loro dialetto, che vendesse i prodotti alimentari tipici delle loro regioni e che sapesse indicare luoghi di accoglienza in cui trovare rifugio.
Questa funzione è stata particolarmente importante nel corso del XX secolo, quando la popolazione di Torino aumentò oltre 3,6 volte, da 330.000 abitanti (1901) 1.191.000 (1981), grazie a coloro che vennero in città per trovarvi lavoro.
Non sempre i migranti ebbero da parte dei residenti una accoglienza adeguata all’importante apporto economico e sociale che determinarono: senza un grande mercato aperto e disponibile il loro inserimento sarebbe stato più complesso e l’economia cittadina ne avrebbe sofferto.
L’arrivo di nuove popolazioni, in particolare dal Meridione d’Italia, generò nuove abitudini alimentari, cambiamenti radicali nelle usanze della cucina – dal burro all’olio d’oliva, dalla pasta di grano tenero allo spaghetto, nuove verdure, nuovi vini – e trasformarono Torino in una delle più importanti realtà multietniche. Senza gli immigrati la città non avrebbe la dimensione e il respiro attuali.
Piero Chiambretti disse «… mi sôn türineis, minchia …»: in poche parole definì la realtà sociale della città. Porta Palazzo ha consentito di integrare a Torino non solo italiani – pugliesi, siciliani, calabresi, sardi, veneti, campani, ecc. – ma anchele nuove popolazioni – arabi, magrebini, rumeni, albanesi, peruviani, ecc. – che hanno scelto la città per trovarvi lavoro e contribuire alla sua ricchezza.

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Porta Palazzo oggi

Porta Palazzo è oggi il più grande mercato d’Europa, un vero e proprio “sistema commerciale” che integra tutte le merceologie di consumo. Oltre al Padiglione dell’Orologio troviamo il “Mercato coperto del V alimentare” e il “Mercato coperto dei prodotti ittici”, edificati nel 1836 e tutt’ora in funzione; oltre ai numerosi punti di vendita mobili, sui carretti tradizionali.

Grazie alla forza di attrazione del mercato, nell’area Porta Palazzo – Borgo Dora, si trovano 740 attività economiche di commercio fisso tra cui: 206 alimentari, 73 di abbigliamento, 200 di altri generi e 46 di arredamento. Vi sono inoltre 4 servizi generici e 28 phone center. La struttura ricettiva comprende 4 alberghi / affittacamere, 42 ristoranti e 80 bar.

Federico Boario

Porta Pila: un po’ di storia | parte 1

Il Mercato di Porta Palazzo è stato trasferito in Piazza Emanuele Filiberto (ora Piazza della Repubblica) nel 1835 per disposizione di un “Manifesto Vicariale” che, in seguito a una epidemia di colera, aveva proibito la vendita di alimenti nelle piazze “Palazzo di Città” (allora “delle Erbe”) e “Corpus Domini”. Analogo trasferimento subì il Mercato del burro, prima ospitato nel cortile del Municipio (Cortile del Burro).Porta Palazzo
Vennero costruite prima due tettoie per gli alimentari e fila di baracche per i mercati di stoffe, chincaglierie e terraglie.
Al di sotto della piazza vennero collocati grandi locali per la conservazione del cibo: le “Ghiacciaie”, a cui si accedeva con carretti. Il ghiaccio proveniva dalla raccolta delle nevi a Torino e, in caso di inverni miti, veniva trasportato dal ghiacciaio del Moncenisio.
Nella metà dell’800 le strutture dei mercati all’ingrosso erano disposte per merceologie: in Piazza Emanuele Filiberto: a Nord Ovest “frutta, castagne, funghi e meloni”; a Nord Est “pollami, volatili e uova”, “caccio nostrano e dell’estero, sia fresco che vecchio”; a Sud Est, “pesci d’acqua dolce”; a Sud Ovest, “chiodi”;  sul piazzale del Borgo Dora “erbaggi, patate e asparagi”. Inoltre nella Piazza Emanuele Filiberto, nell’area Sud Ovest – Nord Est, si trovava la vendita di generi commestibili al minuto. I clienti, soprattutto le massaie, venivano al mercato alla mattina, i meno abbienti alla chiusura in quanto i prezzi venivano ridotti.

L’assetto attuale della piazza è dovuto alle modificazioni intercorse fra il 1836, con l’edificazione del mercato ittico e del mercato alimentare nella parte Sud, e il 1916, anno in cui viene costruito nella parte Nord Est il “Padiglione dell’Orologio”.
Iniziato nel 1915 e inaugurato nel 1916, il Padiglione dell’Orologio (che oggi ospita il mercato del IV alimentare) rappresenta un notevole esempio di architettura ottocentesca del ferro applicata alla realizzazione di edifici mercatali, tipica dei grandi mercati coperti, fra i quali Les Halles di Parigi.
La superficie utile è di 3.300 m². Venne progettato dal Servizio Tecnico dei Lavori Pubblici del Comune di Torino e costruito dalla ditta Faletti e dalle Officine Savigliano. Un padiglione gemello era stato progettato per la parte restante della piazza ma non venne realizzato per l’aumento dei costi del materiale verificatosi durante la prima guerra mondiale.
Nel 1963 di fianco al Padiglione dell’Orologio è stato costruito un padiglione per l’abbigliamento in seguito demolito e sostituito dall’attuale “Mercato dell’abbigliamento”, firmato dall’architetto Massimiliano Fuksas. Nell’atrio di questa grande costruzione si possono ancora ammirare due antiche ghiacciaie ipogee, originali della piazza.

 Federico Boario

Continua alla prossima puntata…

La ricetta della settimana: baba ghanouj

IMG_0599-1Per una cena in perfetto stile mediterraneo, eccovi una ricetta che ci ha “passato” una nostra collaboratrice libanese!

Baba ghanouj (arabo بابا غنوج) è un piatto levantino di melanzane schiacciate mescolate con olio extravergine d’oliva e condimenti vari.

Il termine arabo significa “padre di civetteria”, un’interpretazione che attribuisce l’invenzione del piatto a un membro di un harem. Uno dei metodi di preparazione delle melanzane è di tradizione popolare: la cottura avviene in forno o alla griglia su una fiamma aperta prima della sbucciatura, in modo che la polpa rimanga morbida, con un gusto affumicato. Spesso si mangia con il pane khubz (in libanese) o pane Pita facendo la “scarpetta”. E’ popolare nel Levante (Libano, Siria, Territori Palestinesi, Giordania, Kurdistan, Egitto e Israele) anche se questa crema mediterranea si trova anche nella cucina greca, ebraica oltre che siciliana.

Preparazione: Arrostire le melanzane in forno a temperatura media, o su un barbecue per circa 30 /40 minuti. Mentre le melanzane sono ancora calde (non troppo in modo da non bruciarsi le mani), sbucciatele ed eliminate il più possibile i loro semi. Colare l’acqua dalle melanzane ponendole su uno scolapasta per circa 10 minuti. Questo passaggio è importante affinché non rimanga troppo liquido. Mettete in un mixer da cucina 3 o 4 melanzane, 5 cucchiai di pasta di tahine (pasta di sesamo), il succo di 1 limone appena spremuto, 3 spicchi d’aglio schiacciati, 1 cucchiaio di aceto bianco, ¼ di tazza di yogurt bianco e del sale. Lasciare amalgamare il tutto per 2-3 minuti fino a ottenere una purea soffice. Mettere la purea di Baba Ghanouj in un piatto, guarnire con olio d’oliva, prezzemolo tritato, sommacco (spezia) o peperoncino in polvere, sottaceti salati, ecc.

E’ un antipasto freddo da unire, oltre che al pane, anche a sottaceti salati come cetrioli, peperoncini e rape. Come avveniva un tempo, invece del mixer si può usare un mortaio e un pestello di legno per schiacciare le melanzane.  Non dimenticate di utilizzare l’olio extravergine di oliva di alta qualità per guarnire il piatto!