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Pubblicazione GEM Giovani Eccellenze/Dialoghi in Barriera

Conclusa la quarta edizione del progetto “Giovani Eccellenze” rivolto alla valorizzazione delle produzioni di eccellenza del territorio, ideato e realizzato dalla Conservatoria delle Cucine Mediterranee con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

Il nuovo progetto ha inteso capitalizzare il “patrimonio” di eccellenze individuate nel tempo, per portarlo a conoscenza di un pubblico metropolitano sempre più vasto.

A questo scopo, la Conservatoria ha avviato una interessante collaborazione con il Museo Ettore Fico di Torino sviluppando delle attività in grado rafforzare il legame tra cibo ed arte con l’intento di portare il mercato all’interno dello spazio museale.

Per rimarcare ulteriormente questo insolito connubio tra arte e cibo, capace di avvicinare le realtà agroalimentari con quelle artistiche, sono stati proposti alcuni approfondimenti dedicati a tematiche relative a innovazione e trasformazione.
Il progetto ha portato alla definizione di una serie di appuntamenti di presentazione, dialogo e riflessione seguita da incontri di accompagnamento alla scelta e al riconoscimento dei prodotti in rapporto alla reperibilità e stagionalità a favore di un’attività di didattica gratuita ed aperta al pubblico interessato

Clicca di seguito per scaricare gratuitamente la pubblicazione
Ricettario GEM 4 – Giovani Eccellenze / Dialoghi in barriera

GEM – Dialoghi in Barriera Apericous cous | giovedì 21 giugno 2018 ore 19.00

Ultimo appuntamento di “GEM – Dialoghi in Barriera”, giovedì 21 giugno 2018, presso il Museo Ettore Fico, in collaborazione con il mercato di Piazza Foroni e dell’Associazione Commercianti “La Piazza Foroni”, da sempre contraddistinta dall’impegno nel rilancio del valore commerciale del mercato e per l’attenzione e la disponibilità nel creare sinergie con enti ed associazioni del territorio.

Durante la serata si parlerà di cous cous, ricetta tradizionale con una storia incredibilmente lunga e dal forte significato simbolico, esempio di contaminazione virtuosa tra culture di differenti origini, che ha  assunto un’identità multiculturale “trasversale” lungo tutto l’arco del bacino mediterraneo e non solo.

Lo chef Enrico Bricarello terrà una breve introduzione sulla scelta del grano duro più adatto, la sua giusta macinatura e sull’arte della “incocciatura”: i partecipanti potranno cimentarsi nella preparazione del cous cous attraverso l’idratazione manuale della semola, secondo l’antica tecnica trapanese.

Seguirà poi una degustazione di cous cous alle verdure e accompagnato da carne di agnello e, come dessert, cannolo siculo farcito al momento.

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INFO

Degustazione
€ 15 a persona
comprensivo della degustazione dei piatti presentati e di un calice di vino.

Numero di posti limitato
Prenotazione obbligatoria conservatoriagem2017@gmail.com

Per l’occasione, sarà possibile accedere alla visita libera al Museo Ettore Fico dalle ore 18.00 alle ore 19.00 a € 5 a persona (gratuito per i possessori dell’Abbonamento Torino Musei)

4 – 11 – 18 – 25 MAGGIO 2017 ore 19.00 | GEM 2017 “Incontri in Barriera”

GEM 2017 Incontri in Barriera”

4 / 11 / 18 / 25 MAGGIO 2017 ore 19.00 Museo Ettore Fico – Via Cigna 114, Torino

 Un progetto a cura di Conservatoria delle Cucine Mediterranee
in collaborazione con MEF – Museo Ettore Fico
Con il sostegno di Fondazione CRT

 Quattro giovedì sera di maggio, una prestigiosa cornice quale il Museo Ettore Fico, una serie di giovani e innovativi produttori, la fantasia, la creatività e la professionalità dello chef istruttore Enrico Bricarello sono gli “ingredienti” dell’edizione 2017 del progetto GEM, ideato dalla Conservatoria delle Cucine Mediterranee, finanziato dalla Fondazione CRT, giunto quest’ anno alla sua quarta edizione.

Da anni la Conservatoria concentra la sua attività sulla valorizzazione e promozione delle produzioni agroalimentari di eccellenza: grazie al progetto GEM ha realizzato un preciso e consapevole lavoro di scoperta di realtà imprenditoriali attente alla qualità del prodotto e alla correttezza del processo produttivo, alla capacità di realizzare salti di qualità e di specializzarsi, arricchendo la gamma di produzioni locali e coniugando tradizione e innovazione, sempre con un’attenzione rigorosa a politiche di difesa dell’ambiente e di valorizzazione di produzioni sostenibili.

Nell’edizione GEM 2017, la Conservatoria ha pensato di capitalizzare questo “patrimonio” di produttori per portarlo a conoscenza di un pubblico metropolitano sempre più vasto.

Il Museo Ettore Fico, spazio espositivo prestigioso per l’arte contemporanea, aperto al dialogo tra varie discipline artistiche e alle continue trasformazioni dei paesaggi sociali e metropolitani, rappresenta la sede ideale per l’incontro di realtà apparentemente distanti ma con caratteristiche molto simili quali l’innovazione, l’interesse per le nuove tecnologie, il rispetto e la cura dell’ ambiente e l’ attenzione ai cambiamenti.

Le quattro serate consisteranno nella degustazione guidata dei vari prodotti selezionati e del piatto

appositamente creato dallo chef istruttore Enrico Bricarello, scegliendo gli abbinamenti più consoni. Saràinoltreallestitoperl’occasione,neglispazidelMuseo,unmercatinoincuisarannopresentiiproduttori.

Per sottolineare ulteriormente questo insolito connubio tra realtà agroalimentari e artistiche, durante ogni serata si dialogherà su temi diversi: si comincerà il 4 maggio con il direttore del MEF, Andrea Busto che racconterà la storia del Museo e la scelta di costruirlo in Barriera di Milano.

L’11 maggio letture a cura di Lucrezia Scalzotto con brani tratti da “Piccola etnologia del cibo: a questo proposito si ricorda che, proprio in questa serata, sarà ospite il “Consorzio per la tutela e valorizzazione de l’Amatriciano” perché si è ritenuto giusto che all’ interno di questa iniziativa fosse riservato uno spazio per la solidarietà nei confronti di produttori menofortunati.

Il 18 maggio si parlerà delle trasformazioni che stanno avvenendo in Barriera di Milano con l’Archietteto Alex Cepernich che ha disegnato il MEF; mentre il 25 maggio Alice Cerruti, giovane risicultrice, racconterà la sua esperienza e il suo impegno tra la salvaguardia della tradizione agricola e l’utilizzo di nuove tecnologie.

 4 Maggio 2017 “Rise up / Il risveglio del gusto”
Az. Agr. Parva Domus
Az. Agr. Bio Roberta Capanna
Associazione produttori dell’Asparago di Santena

11 Maggio 2017 “Sapori veri: il Piemonte incontra i prodotti di Amatrice”
Pastificio Antilia
Az. Agr. Giacosa Sebastiano – Lumache
Consorzio per la tutela e la valorizzazione de “L’Amatriciano”

18 Maggio 2017 “La frontiera del gusto: pecora sambucana, caprini a latte crudo e birre artigianali”
Piccolo Salumificio Montano. Il Covo della Pecora
Az. Agr. Cascina Aris
Birrificio EdFil di Castagnero 

25 Maggio 2017 “Tradizione e sperimentazione in cucina”
Az. Agr. Alice Cerutti Cascina Oschiena
Soc. Agr. San Luigi di Allio&c
Az. Agr. Corda Paolo- Il filo rosso

Durante tutte le quattro serate saranno inoltre sempre presenti i prodotti de “La Fattoria dell’Aglio” di Caraglio e i vini e le birre dell’Azienda Agricola Castagnero di Agliano Terme.

INFO

Degustazione 15 a persona (a serata) comprensivo della degustazione dei prodotti presentati nel corso della serata, più il piatto elaborato appositamente per l’occasione con ricetta esclusiva dello chef Enrico Bricarello e un calice di vino o di birra, a scelta.

Numero di posti limitato   Prenotazione obbligatoria conservatoriagem2017@gmail.com

Visita libera al Museo Ettore Fico 5 a persona (gratuito per i possessori dell’Abbonamento Torino Musei) dalle ore 18.00 alle ore 19.00

                                 

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Martedì 21 giugno “Cosa Bolle in Pentola” presenta le aziende “Cascina Adorno” e “Pognant Gros”

Penultimo appuntamento di “Cosa Bolle in Pentola”, showcooking live a partecipazione gratuita organizzati dalla  Conservatoria delle Cucine Mediterranee.

Un’occasione unica e golosa per riscoprire il territorio piemontese e i prodotti di eccellenza dalla voce diretta dei protagonisti.

 Il 21 giugno, Cosa Bolle in Pentola” dedica il 3^ dei 4 appuntamenti in programma, al Marrone IGP della Val di Susa, alle patate e agli ortaggi di montagna dell’Azienda Agricola Pognant Gros, di San Giorgio di Susa, e alla Robiola di Roccaverano DOP, ai salumi, ai vini e gelati artigianali di latte di capra della Cascina e Agriturismo Adorno di Ponti ad Alessandria.

 Dalle h 19.00, presso la storica sede dell’Associazione Cuochi, in Via Bogino 17 a Torino, i produttori ospiti della serata descriveranno, in dettaglio, le caratteristiche uniche di alcuni prodotti di eccellenza del territorio piemontese.

 A riferire le peculiarità del loro operato e delle eccellenze produttive, Federico Pognant Gros, titolare dell’omonima Azienda Agricola e Andrea Adorno, giovane titolare dell’Azienda Agricola e Agriturismo Adorno.

 Gli appuntamenti di “Cosa Bolle in Pentola” proseguono con prodotti di eccezione a marchio DOP e IGP. A partire dal significato dei marchi di tutela arriveremo a conoscere cosa contraddistingue prodotti come la Robiola di Roccaverano o il Marrone della Val di Susa.

 Come sempre, l’appuntamento sarà anche occasione per conoscere a fondo cosa anima i due giovani protagonisti che dedicano professionalità e passione al loro lavoro quotidiano. Dalle difficoltà di coltivare in territori montani, alla responsabilità del passaggio di testimone nella direzione dell’azienda di famiglia, per arrivare alle aspirazioni future, tutte costantemente caratterizzate da un profondo rispetto per tradizione e territorio.  

 A condurre l’incontro, gli approfondimenti e le curiosità, sarà, come sempre, lo chef Istruttore e giornalista Enrico Bricarello, mentre la dimostrazione della ricetta dal vivo, realizzata in presenza del pubblico partecipante, sarà curata dalla chef Andrea Pellegrini.

Al termine della dimostrazione, a tutti i partecipanti, verrà offerto un assaggio della ricetta elaborata.

 Facoltativo, proseguire la serata con l’aperitivo a pagamento dell’Associazione Cuochi di Torino, che al prezzo simbolico di € 6,00 proporrà altre golosità a base dei prodotti ospiti della serata.

Il ciclo di appuntamenti di “Cosa Bolle in Pentola” si inserisce all’interno del progetto “Giovani Eccellenze in Rete” ideato e realizzato dalla Conservatoria delle Cucine Mediterranee con il sostegno della Fondazione CRT. Collabora l’Associazione Cuochi di Torino con i suoi spazi dedicati alla cucina, alla sapienza del cibo e alla tradizione.

 Un progetto giunto alla terza edizione, nato per promuovere e valorizzare le interessanti realtà imprenditoriali nei settori produttivi e di trasformazione del territorio piemontese che hanno saputo distinguersi, alimentando un impegno nei riguardi della sostenibilità e tutela ambientale, senza trascurare il legame con le tradizioni e la cultura del territorio di appartenenza.

La partecipazione agli showcooking è gratuita.

Vista la capienza limitata occorre prenotarsi a conservatoria@cucinemediterranee.net

L’incontro avrà inizio alle h 19.00

 Per maggiori informazioni: www.cucinemediterranee.net
                                           
 https://www.facebook.com/conservatoriacucinemed

                                           

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Locandina 21 giugno

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Martedì 14 giugno “Cosa Bolle in Pentola” presenta le aziende “Cascina Aris” e “Piccoli Frutti della Val Sangone”

Nuovo appuntamento di “Cosa Bolle in Pentola”, showcooking live a partecipazione gratuita organizzati dalla Conservatoria delle Cucine Mediterranee.

Un’occasione unica e golosa per riscoprire il territorio piemontese e i prodotti di eccellenza dalla voce diretta dei protagonisti.

 Il 14 giugno, Cosa Bolle in Pentola” dedica il 2^ dei 4 appuntamenti in programma, ai formaggi di capra a latte crudo dell’Azienda Agricola “Cascina Arisdi Monale ad Asti e alla frutta fresca e trasformata, a prevalenza Bio della giovane, dinamica e intraprendente Società Cooperativa Agricola e Forestale “Piccoli Frutti della Val Sangone“ di Giaveno, comune della città metropolitana di Torino.

 Dalle h 19.00, presso la storica sede dell’Associazione Cuochi, in Via Bogino 17 a Torino, i produttori ospiti della serata descriveranno, in dettaglio, le caratteristiche uniche di alcuni prodotti di eccellenza del territorio piemontese.

 A riferire le peculiarità del loro operato e delle eccellenze produttive, Roberto Ceccato, in rappresentanza delle Aziende Agricole che operano all’interno della cooperativa agriforestale e Raffaele Denk, titolare dell’Azienda Agricola Cascina Aris.

 Dopo il tutto esaurito del primo appuntamento, “Cosa Bolle in Pentola” propone il tradizionale abbinamento FFFrutta e Formaggi: dalle classiche ricotte a prodotti di nicchia come la carboncina alla cenere o l’insolito taleggio caprino per arrivare ai piccoli frutti reperibili freschi o trasformati come fragole, lamponi, mirtilli ribes, insieme a mele, pere kiwi, ramassin e castagne, proposti in succhi e polpa, composte ed essiccati, e anche in abbinamenti particolari come la composta di pesche alla lavanda, pere e camomilla o kiwi e arance.

L’appuntamento sarà anche occasione per conoscere a fondo cosa anima i protagonisti che dedicano professionalità e passione al rispettivo operato. L’attenzione alla salvaguardia del territorio, alla sostenibilità ambientale, alla tracciabilità, alle aree di intervento e all’attiva collaborazione sul territorio. Veri esempi di virtuosismo ecologico.

 A condurre l’incontro, gli approfondimenti e le curiosità, sarà, come sempre, lo chef Istruttore e giornalista Enrico Bricarello, mentre la dimostrazione della ricetta dal vivo, realizzata in presenza del pubblico partecipante, sarà curata dalla chef Andrea Pellegrini.

Al termine della dimostrazione, a tutti i partecipanti, verrà offerto un assaggio della ricetta elaborata: Conchiglioni ripieni di brunoise di zucchine con fonduta di formaggio di capra e crumbs di frutta essiccata

Facoltativo, proseguire la serata con l’aperitivo a pagamento dell’Associazione Cuochi di Torino, che al prezzo simbolico di € 6,00 proporrà altre golosità a base dei prodotti ospiti della serata.

Il ciclo di appuntamenti di “Cosa Bolle in Pentola” si inserisce all’interno del progetto “Giovani Eccellenze in Rete” ideato e realizzato dalla Conservatoria delle Cucine Mediterranee con il sostegno della Fondazione CRT. Collabora l’Associazione Cuochi di Torino con i suoi spazi dedicati alla cucina, alla sapienza del cibo e alla tradizione.

Un progetto giunto alla terza edizione, nato per promuovere e valorizzare le interessanti realtà imprenditoriali nei settori produttivi e di trasformazione del territorio piemontese che hanno saputo distinguersi, alimentando un impegno nei riguardi della sostenibilità e tutela ambientale, senza trascurare il legame con le tradizioni e la cultura del territorio di appartenenza.

La partecipazione agli showcooking è gratuita.

Vista la capienza limitata occorre prenotarsi a conservatoria@cucinemediterranee.net

L’incontro avrà inizio alle ore 19.00

Per maggiori informazioni: www.cucinemediterranee.net https://www.facebook.com/conservatoriacucinemed

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Locandina 14 giugno

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Mostra fotografica, ricette, incontri, laboratori, area didattica dedicata ai bambini, degustazioni

Inaugura il 25 luglioI Sapori della Montagna – Gesti e ricette dalle valli del Piemonte”, mostra fotografica curata dalla Conservatoria delle Cucine Mediterranee ed inserita negli itinerari culturali in Provincia di Cuneo del progetto espositivo “Gusto e Bellezza dal Giardino alla Tavola”, promosso, in occasione di Expo 2015, dall’Associazione Marcovaldo, con il sostegno della Regione Piemonte e la collaborazione della Fondazione Artea.

Un circuito di 7 esposizioni collocate nelle principali sedi museali cuneesi di Caraglio, Busca, Costigliole Saluzzo, Dronero, Mondovì e Vinadio.

E proprio a Vinadio, dal 25 luglio, all’interno del Forte Albertino sarà possibile visitare la mostra e visionare le immagini realizzate dagli studenti dello I.E.D di Torino, grazie alla mostra allestita negli ambienti appositamente ristrutturati per l’allestimento di esposizioni temporanee.

La mostra, suddivisa in tre sezioni sarà strutturata per dare evidenza alle valli Piemontesi attraverso i prodotti e le ricette che le caratterizzano, e ai saperi degli uomini e delle donne che le popolano.

Ad arricchire l’esposizione, alcuni testi con le testimonianze di una tradizione che non vogliamo vada perduta.

Lungo il percorso troverete ubicate alcune ceste contenenti le ricette tipiche del nostro territorio, a disposizione in omaggio a tutti i visitatori.

Grazie ai musei etnografici del territorio e agli abitanti, negli spazi dedicati, oltre alla mostra fotografica, è stata allestita un’area che riprodurrà gli ambienti di una tipica cucina di montagna dei tempi passati.

Il locale sarà anche la sede di incontri, ed utilizzato per organizzare laboratori e piccole degustazioni allo scopo di presentare alcune eccellenze dell’imprenditoria agroalimentare del territorio montano, realizzati durante i fine settimana del mese di settembre.

Infine, verrà predisposta un’area didattica per bambini con l’intento di avvicinare anche il pubblico dei più piccoli ad una sana e corretta abitudine alimentare, attraverso esperienze ludico-educative.

Di seguito tutte le informazioni.

Luogo:

Forte Albertino
Piazza Vittorio Veneto
12010 Vinadio (CN)

Orari

luglio
giovedì-sabato: 14.30-19.00 / domenica: 10.00-19.00

agosto
lunedì-sabato: 14.30-19.00 / domenica: 10.00-19.00

settimana dal 10 al 16 agosto
tutti i giorni: 10.00-19.00

settembre
sabato – domenica: 14.30-19.00

ottobre
domenica: 14.30-19.00

Ingresso

L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto di accesso al Forte Albertino

Biglietto Montagna in Movimento + Messaggeri Alati

Intero: euro 7,00;

Ridotto: euro 5,00 7-14 anni; oltre i 65 anni; docenti; gruppi maggiori di 15 persone su prenotazione; tessera Marcovaldo; tessera ACLI; tessera +Eventi; tessera T. C. I.; studenti universitari (su presentazione della tessera universitaria);

 Biglietto percorso guidato al Forte (60 minuti)

Intero: euro 6,00;

Ridotto: euro 4,00 7-14 anni; oltre i 65 anni; docenti; gruppi maggiori di 15 persone su prenotazione; tessera Marcovaldo; tessera ACLI; tessera +Eventi; tessera T. C. I.; studenti universitari (su presentazione della tessera universitaria);

Biglietto cumulativo (Visita guidata al Forte + Montagna in movimento + Messaggeri Alati)

Intero: euro 10,00;

Ridotto: euro 8,00 7-14 anni; oltre i 65 anni; docenti; gruppi maggiori di 15 persone su prenotazione; tessera Marcovaldo; tessera ACLI; tessera +Eventi; tessera T. C. I.; studenti universitari (su presentazione della tessera universitaria);

Gratuito: minori di 7 anni; giornalisti; residenti Vinadio (domenica mattina); disabili e accompagnatore; tessera Abbonamento Musei Torino Piemonte; tessera Torino+Piemonte Card;

Info
+39 0171  61  82  60 | info@marcovaldo.it | www.marcovaldo.it | www.gustoebellezza
.it

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Venerdì 26 giugno “Cosa Bolle in Pentola” presenta l’Az. Agr. “Marchisio Pietro”

Cosa Bolle in Pentolariserva l’8^ ed ultimo appuntamento di Showcooking live ai prodotti di ortofrutta  dell’Azienda Agricola Marchisio Pietro di Boves – Cn e dedica l’incontro ai vegetariani e celiaci.

A partire dalle h 19.00, presso la sede dell’Associazione Cuochi, in Via Bogino 17, incontreremo la storica Azienda Marchisio di Boves, presente sul territorio da tra generazioni. Insieme al 26 enne Marco Marchisio approfondiremo le evoluzioni dell’Azienda nel tempo, le innovazioni a tutela dell’ambiente e le prospettive future dell’intraprendente giovane agricoltore.

L’Az. Agr. Marchisio è parte attiva all’interno del Consorzio del Peperone di Cuneo, vanta il riconoscimento del fregio “Q” di Qualità della Camera di Commercio che guarda alla produzione ortofrutticola rilasciando attestati a garanzia del consumatore, ed è inserito nel circuito nazionale di Campagna Amica.

Secondo la stagionalità dei prodotti, all’interno dello spaccio aziendale è possibile trovare fragole, piccoli frutti, peperoni e fagioli di Cuneo, patate, piselli, pomodori, scalogni, insalate, mele, pere, castagne, pesche, albicocche, susine, zucchine, fagiolini e molto altro ancora….. insomma…..un vero paradiso dedicato ai vegetariani e a tutti i consumatori attenti alla Qualità dei prodotti.

Ma non basta…. Marco ha una vocazione fortemente rivolta alla tutela del proprio territorio e alla sostenibilità ambientale, all’utilizzo di nuove tecniche di coltivazione e di fonti di energia rinnovabile. Ne sono esempio la coltivazione “fuori suolo” delle fragole per garantire un minore consumo idrico e l’inserimento di un impianto fotovoltaico per soddisfare le esigenze energetiche dell’azienda, così come l’utilizzo di teli di pacciamatura del terreno in materiale biodegradabile e le cassette di cartone utilizzate per confezionare i prodotti che completano le azioni di rispetto dell’ambiente intraprese da Marco Marchisio nel suo percorso di crescita basato sull’equilibrio delle produzioni in ottica ecosostenibile.

L’Azienda non coltiva esclusivamente prodotti di ortofrutta, una parte dell’attività è dedicata all’allevamento di bovini, vitelloni razza piemontese e potrete trovare numerosi altri animali come, cavalli, caprette nane e animali da cortile.

A condurre l’incontro, gli approfondimenti e le curiosità sull’azienda, sarà lo chef Istruttore Claudio Forti, mentre la dimostrazione della ricetta dal vivo, elaborata per esaltare le qualità dei prodotti “ospite” in presenza del pubblico partecipante, sarà curata dalla chef Andrea Pellegrini.

Al termine della dimostrazione, a tutti i partecipanti, verrà offerto un assaggio gratuito della ricetta elaborata: “Insalatina di quinoa con zucchine grigliate, peperoni al forno e dressing al dragoncello.

La partecipazione agli showcooking è gratuita.
Vista la capienza limitata, occorre prenotarsi a
conservatoria@cucinemediterranee.net
L’incontro avrà inizio alle h 19

A seguire, l’Associazione Cuochi organizzerà un aperitivo, a pagamento, proponendo altre ghiottonerie con i prodotti dell’Azienda Agricola “Marchisio Pietro” accompagnate dai vini di Ghiomo Azienda Agricola di Guarene – Cn.

Buffet + 1 consumazione € 6,00. Consumazioni aggiuntive € 2,00 cad.
Tra le proposte segnaliamo:Crema di pisellini novelli, Pancake di fagiolini e cipolle caramellate, Bicchierino di patate al vapore con creme fraîche all’erba cipollina, Gazpacho aromatizzato ai piccoli frutti con riso venere.

Per maggiori info, consulta la locandina, segui gli aggiornamenti sulla pagina facebook all’indirizzo https://www.facebook.com/conservatoriacucinemed o direttamente all’evento dedicato.

Cosa Bolle in Pentola - Locandina 26 giugno

Venerdì 19 giugno “Cosa Bolle in Pentola” presenta l’Az. Agr. “Giacosa Sebastiano”

Cosa Bolle in Pentola dedica il 7^ Appuntamento di Showcooking live alle lumache italiane da gastronomia dell’Azienda Agricola “Giocosa Sebastianodi Savigliano – Cn.

A partire dalle h 19.00, presso la sede dell’Associazione Cuochi, in Via Bogino 17, insieme all’elicicoltore ospite, parleremo della coraggiosa scelta imprenditoriale di riconvertire un’azienda frutticola in allevamento di chiocciole, approfondendo il complesso sistema di allevamento a ciclo biologico completo, adottato dall’azienda, e tutte le peculiarità legate a questo timido e delicato animale.

L’azienda alleva esclusivamente chiocciole “Helix Aspersa Muller”, presenti in gran parte del bacino mediterraneo e particolarmente diffuse in Italia, isole comprese.

Detta comunemente “lumaca italiana”, risulta una delle chiocciole più ricercate in ambito culinario, in quanto presenta una carne particolarmente tenera e fragrante, caratteristica da ricondurre a un ciclo di vita in natura che evidenzia tempi di crescita più veloci rispetto ad altre specie appartenenti alla stessa famiglia, e una riproduttività molto elevata.

I parametri alimentari presentano caratteristiche nutrizionali uniche e davvero interessanti: in 100 grammi di prodotto la percentuale di grassi è di appena 1,2%, le proteine il 13% e le calorie solo 100.

Nonostante l’elevata capacità di adattamento a diversi habitat naturali, oltre a contesti antropizzati come orti, giardini, parchi e campi incolti, questo piccolo animale invertebrato è incredibilmente delicato, e risente, in modo particolare, di eventuali contaminazioni del terreno.

Oltre alla necessaria presenza di fonti idriche, indispensabili  per la sua sopravvivenza, l’allevamento della chiocciola esige attenzioni e, lavoro costanti, che coprono l’intero arco dell’anno solare.

A condurre l’incontro, gli approfondimenti e le curiosità sull’azienda, sarà lo chef Istruttore Enrico Bricarello, mentre la dimostrazione della ricetta dal vivo, elaborata per esaltare le qualità dei prodotti “ospite” in presenza del pubblico partecipante, sarà curata dalla chef Andrea Pellegrini.

Al termine della dimostrazione, a tutti i partecipanti, verrà offerto un assaggio gratuito della ricetta elaborata: “Risotto alle lumache “Giacosa” con riduzione di vino barbera.

La partecipazione agli showcooking è gratuita.
Vista la capienza limitata,
occorre prenotarsi a
conservatoria@cucinemediterranee.net
L’incontro avrà inizio alle h 19

A seguire, l’Associazione Cuochi organizzerà un aperitivo, a pagamento, proponendo altre ghiottonerie con i prodotti dell’Azienda Agricola “Giacosa Sebastiano” accompagnate dai vini di Ghiomo Azienda Agricola di Guarene – Cn.

Buffet + 1 consumazione € 6,00. Consumazioni aggiuntive € 2,00 cad.
Tra le proposte segnaliamo: Lumache alla moda parigina, Lumache alla ligure con patate novelle, Lumache fritte con impanatura aromatizzata alle erbe, Lumache con gelato al gorgonzola.

Per maggiori info, consulta la locandina, segui gli aggiornamenti sulla pagina facebook all’indirizzo https://www.facebook.com/conservatoriacucinemed o direttamente all’evento dedicato.

 

Cosa Bolle in Pentola - Locandina 19 giugno

Venerdì 5 giugno “Cosa Bolle in Pentola” presenta l’Az. Agr. e Bio “Roberta Capanna”

Il 5^ Appuntamento di Showcooking live di “Cosa Bolle In Pentola” ospita le erbe aromatiche e officinali dellAz.Agr. Bio “Roberta Capanna” di Valgrana – Cn.

A partire dalle h 19.00, presso la sede dell’Associazione Cuochi, in Via Bogino 17, approfondiremo le tematiche del biologico, della sostenibilità ambientale e della grande passione di questa piccola azienda artigianale a conduzione familiare.

Insieme a Roberta Capanna e alla figlia Stefania andremo alla scoperta delle varietà di erbe aromatiche ed officinali coltivate secondo il modello naturale e rigorosamente biologico della “BioCapanna”.

Piante e fiori, raccolti manualmente, vengono poi lavorati all’interno del laboratorio aziendale per essere trasformati in prodotti per l’alimentazione, la salute e la cosmesi.

Nei quattro ettari di terreno dell’azienda, tutti i fiori presenti si riproducono naturalmente e direttamente in campo, attraverso l’autosemina.

All’interno dell’azienda non si coltivano solo fiori e ed erbe, ma anche numerosi i prodotti orticoli.

Rimanendo in tema di sostenibilità ambientale, segnaliamo la presenza di un laghetto di fitodepurazione realizzato con il contributo del Comune di Valgrana. Inoltre, la particolare salubrità dell’aria e del terreno hanno favorito l’insediamento di 6 arnie che, oltre a garantire una piccola produzione di miele per autoconsumo garantiscono l’indispensabile lavoro di impollinazione delle piante.

La “BioCapanna” organizza corsi teorico-pratici di botanica con possibilità di uscite sul campo…… approfittatene.

A condurre l’incontro, gli approfondimenti e le curiosità sull’azienda, sarà lo chef Istruttore Enrico Bricarello, mentre la dimostrazione della ricetta dal vivo, elaborata per esaltare le qualità dei prodotti “ospite” in presenza del pubblico partecipante, sarà curata dalla chef Andrea Pellegrini.

Al termine della dimostrazione, a tutti i partecipanti, verrà offerto un assaggio gratuito della ricetta elaborata: “Bollito di Vitello in salsa alla Calendula.

La partecipazione agli showcooking è gratuita.
Vista la capienza limitata, occorre prenotarsi a
conservatoria@cucinemediterranee.net
L’incontro avrà inizio alle h 19

A seguire, l’Associazione Cuochi organizzerà un aperitivo, a pagamento, proponendo altre ghiottonerie con i prodotti dell’Az. Agr. “BioCapanna” accompagnate da vini e bevante dei viticoltori e produttori piemontesi di riferimento.

Buffet + 1 consumazione € 6,00. Consumazioni aggiuntive € 2,00 cad.
Tra le proposte segnaliamo: : Insalatina di campo, Salmone marinato ai sali aromatizzati, Quiche profumata ai fiori di zucca e lavanda, Frittelle di erbe di campo e caprino morbido.

Per maggiori info, consulta la locandina, segui gli aggiornamenti sulla pagina facebook all’indirizzo https://www.facebook.com/conservatoriacucinemed o direttamente all’evento dedicato.

Venerdì 29 maggio “Cosa Bolle in Pentola” presenta la Soc. Agr. “San Luigi”

I quattro fratelli Allio, tutti giovanissimi, saranno gli ospiti privilegiati del 4^ appuntamento di showcooking di “Cosa Bolle in Pentola”, dedicato alle carni di bovine della Soc. Agr. “San Luigi” di Paesana (Cn).

A partire dalle h 19.00, in pieno centro a Torino, presso la sede dell’Associazione Cuochi, in Via Bogino 17, si parlerà di allevamento, di trasformazione, di qualità e tradizione.

Eh sì, tradizione, perché i fratelli Allio, praticano ancora la transumanza trasferendo, nel periodo estivo, i capi allevati in azienda nei pascoli di alta montagna. Per chi non conosce la zona…. da quelle parti nasce il nostro fiume Po.

Una pratica che comporta benefici non solo alla salute degli animali, che possono circolare liberamente nei pascoli, ma indirettamente anche alle carni e ai prodotti che finiscono sulle tavole degli accorti consumatori.

Ad oggi, l’attività di transumanza, con l’avvento della moderna zootecnia e allevamento intensivo, si è fortemente ridotta, ridimensionata, in molti luoghi del tutto scomparsa.

Ma nella Società Agricola “San Luigi” non si allevano solo bovini. Altrettanta cura e attenzione è dedicata all’allevamento dei suini destinati anch’essi alla macellazione e alla produzione di carni e svariate specialità derivate. I prosciutti crudi vengono mandati a stagionare a Parma in azienda specializzata per un periodo di 24 mesi.

La Società Agricola segue in modo scrupoloso e dettagliato ogni fase della filiera produttiva in modo da poter fornire la massima garanzia ai propri consumatori. Il foraggio viene autoprodotto in Azienda: trinciato naturale,durante la stagione fredda, erba fresca da maggio in avanti, fieno ed integratori se necessari.

Se avete ancora qualche dubbio, recatevi nel punto vendita di famiglia a Paesana, in Via Roma 30. Ad accogliervi troverete due degli energici fratelli: Arianna e Emanuele che vi consiglieranno sugli acquisti.

Paesana è uno degli 88 Comuni della Riserva della Biosfera del Monviso, riconosciuta dal Programma UNESCO “Man and Biosphere” a livello nazionale e transfrontaliero.

Che altro aggiungere? …. A voi l’ardua sentenza!!!!!

A condurre l’incontro, gli approfondimenti e le curiosità sull’azienda, sarà lo chef Istruttore Enrico Bricarello, mentre la dimostrazione della ricetta dal vivo, elaborata per esaltare le qualità del prodotto “ospite” in presenza del pubblico partecipante, sarà curata dalla chef Andrea Pellegrini.

Al termine della dimostrazione, a tutti i partecipanti, verrà offerto un assaggio gratuito della ricetta elaborata: “Tartare di vitello con olio di nocciola e scaglie di Grana Padano”.

La partecipazione agli showcooking è gratuita.
Vista la capienza limitata, occorre prenotarsi a conservatoria@cucinemediterranee.net
L’incontro avrà inizio alle
h 19

A seguire, l’Associazione Cuochi organizzerà un aperitivo, a pagamento, proponendo altre ghiottonerie a base di prodotti della Società Agricola “San Luigi” accompagnate dai  vini “Ghiomo” presentati dal viticoltore e produttore Giuseppino Anfossi.

Buffet + 1 consumazione € 6,00. Consumazioni aggiuntive € 2,00 cad.
Tra le proposte segnaliamo: Straccetti al salto con pisellini novelli e fave, Rollé di vitello e lardo aromatizzato con senape leggera, Caramella di bresaola e tomino alle erbe profumate, Guancia di vitello brasata.

Per l’occasione saranno in vendita alcuni prodotti della Fattoria dell’Aglio di Caraglio, dell’Az. Agr. “La Rosa Bianca” coinvolte, rispettivamente, nella prima e nell’attuale edizione del progetto “Giovani Eccellenze” e, in via del tutto eccezionale, anche i vini dell’Az. Agr. Ghiomo di Guarene (Cn).

Per maggiori info, consulta la locandina dell’evento, segui gli aggiornamenti sulla pagina facebook all’indirizzo
https://www.facebook.com/conservatoriacucinemed o direttamente all’evento dedicato.

Zuccotto Fiorentino

Dolce tipico toscano (nasce agli inizi degli anni ‘50) dalla caratteristica forma a cupola. La farcitura, a base di frutta secca, cioccolato, panna montata e zucchero a velo, viene trasferita in un apposito recipiente semisferico precedentemente rivestito di pan di Spagna tagliato a fettine sottili e imbevuto di bagna al Maraschino. Il tutto viene poi sistemato in frigorifero fino al momento di servire. Lo zuccotto, secondo la ricetta originale, è  un semifreddo “a pasta bianca”, ossia senza l’aggiunta di uova nell’impasto. Se, invece, si utilizzano uova, si ottengono comunque ottimi semifreddi, che però non possono più chiamarsi zuccotto.

Componenti:

  • Pan di Spagna
  • bagna al Maraschino
  • panna montata, arancia candita e gocce cioccolato
  • panna montata al cacao
  • polvere di Pan di Spagna

 

Pan di Spagna base

500 g uova
420 g zucchero
10 g aceto
300 g tuorli
500 g farina
60 g fecola

Procedimento
Montare nella planetaria le uova con lo zucchero e l’aceto. Aggiungere poco alla volta i tuorli. Terminare di montare. Setacciare le farine ed unirle delicatamente al composto montato. Porzionare in stampi o anelli di acciaio.

Cottura
Cuocere a 180°C per 18/20 minuti con v.a.

Bagna al maraschino

g 500 sciroppo 32 Be
g 100 Maraschino
Intiepidire lo sciroppo e unire il maraschino.

Panna montata al cacao

g 400 panna
g 80 cacao
Montare la panna insieme al cacao.

Montaggio

Sbucciare completamente un Pan di Spagna di diametro 16 cm e tagliarlo in tre fette orizzontalmente e in quattro spicchi verticalmente, posizionarlo all’interno dell’apposito stampo, foderandolo completamente.

Preparare la chantilly con l’arancia candita e il cioccolato e scamiciare internamente lo stampo, lasciando uno spazio vuoto all’interno. Raffreddare. Riprendere, colmare lo spazio con panna montata al cacao. Livellare accuratamente, coprire con il disco di Pan di Spagna e pressare bene. Chiudere con l’apposito coperchio e congelare.

Finitura

Riprendere, sformare e bagnare con il Maraschino. Spalmare completamente di panna e ricoprire interamente di mimosa. Decorare con un nastro e riccioli di zucchero.

Crostata di frutta fresca

Nelle valli del cuneese, grazie all’attenzione da parte del mondo contadino alla dinamicità dei mercati, c’è stata una valorizzazione dei piccoli frutti, considerati un tempo un semplice prodotto spontaneo del bosco che non interessava la commercializzazione.

Fragole, ribes, more, lamponi, uva spina e mirtilli costituiscono oggi veri e propri impianti razionali che permettono di valorizzare aree considerate marginali.

Una coltivazione avviata negli anni Sessanta, proseguita in piccole aziende che hanno fatto dell’agricoltura di qualità, il fiore all’occhiello di una produzione inalterata nelle caratteristiche organolettiche.

Quello che poteva apparire un vincolo, come l’ altitudine elevata o la conformazione del terreno, è stato un punto di forza: si è lasciato fare alla natura, rispettandola.

Corrette linee di coltivazione, sistemi di difesa ispirati a principi di lotta integrata-biologica, uniti a un ecosistema ancora ben conservato, si sono concretizzati in prodotti di alto profilo, legati alla stagionalità.

Preparazione

Pasta frolla sabbiata

Burro g. 600
Farina g. 1000
Velo g. 400
Tuorli g. 180
Sale g. 10
Vaniglia q.b.
Scorza di limone grattugiata
Procedimento sabbiato

Crema Pasticcera

Latte fresco intero 1000 g
Panna fresca 250 g
Bacca di vaniglia 1 g
Buccia di limone grattugiata fine 1
Zucchero semolato 240 g
Tuorli d’uova 300 g
Amido di riso 90 g

Unire il latte, la panna, la bacca di vaniglia e la buccia di limone, nel frattempo fare una pastella con i tuorli lo zucchero e l’amido. Mescolare fino a ottenere un composto liscio e cremoso.
Quando il latte arriva a bollore stemperare il composto, unire e cuocere sul fuoco. Versare su una teglia e far freddare in abbattitore.

La ricetta del profiteroles

Il profiteroles trae le sue origini dal Rinascimento; Caterina de Medici, andando in sposa a Enrico II di Francia, e diventando in seguito regina, portò con se dalla sua terra d’origine (la Toscana) tutte le sue ricette di gastronomia; uno dei suoi chef, un certo Popelini, creò nel 1540 la pasta per choux (per bignè), che divenne molto famosa in Francia (come molte altre ricette di origini italiane), e con essa anche i profiteroles; la fama di questo dolce si diffuse però dopo il XVII secolo, periodo in cui si sviluppò la vera arte pasticcera.

Il termine profiteroles deriva dal diminutivo della parola francese profit, (cioè profitto, guadagno), ed è costituito da una preparazione composta da una serie di piccoli bignè che formano un unico dolce al cioccolato.
In Inghilterra il profiteroles è un dolce molto popolare, che viene preparato con ripieno di crema, panna o gelato, ricoperto di cioccolata calda; in Francia è un dolce essenziale in un banchetto nuziale, dove viene presentato come una croquembouche, cioè una piramide di bignè ripieni e caramellati.

Preparazione

Pate à choux

Acqua g. 200
Burro cake g. 200
Farina frolla g. 200
Uova intere g. 325
Sale fino g. 4

Unire i primi 3 ingredienti, quindi portare il tutto a bollore, unire la farina e cuocere sempre sul fuoco per 2 minuti ca. mettere il composto in planetaria e unire poco per volta le uova intere, fino a ottenere un composto liscio e cremoso. Stendere su teglie microforate teflonate con bocchetta liscia n° 10.
Cottura: 180-200°C per 15 minuti ca. con valvola chiusa per i primi 15 min.

Crema Pasticcera

latte fresco intero 1000 g
panna fresca 250 g
bacca di vaniglia 1 g
buccia di limone grattugiata fine 1
zucchero semolato 240 g
tuorli d’uova 300 g
amido di riso 90 g

Unire il latte, la panna, la bacca di vaniglia e la buccia di limone, nel frattempo fare una pastella con i tuorli lo zucchero e l’amido girare fino a fare un composto liscio e cremoso. Quando il latte arriva a bollore stemperare il composto, unire e cuocere sul fuoco, versare su una teglia e far freddare in abbattitore. Alleggerire la crema per ogni kg di crema pasticcera 350 g di panna montata.
Conservazione: +4°C 2 giorni.

Glassa al cioccolato

Panna 35% m.g. g. 500
Cioccolato fondente 60% g. 500
Glucosio g. 100

Portare a bollore panna e glucosio; versare lentamente sulla copertura tritata leggermente fusa; mescolare con spatola morbida. Terminare l’emulsione con un mini pimer a immersione.

Ricette dall’ alberghiero di Dronero

Tagliatelle di Barbarià con olio extravergine e parmigiano

Prepariamoci al terzo appuntamento del 7 marzo alle ore 18 con Chiacchiere in Bottega presso Bottega Gastronomica. Stavolta è il turno di Pastificio Antilia che proporrà uno showcooking deve le tagliatelle sono le protagoniste.Logo

Ingredienti per 4 persone

400 g tagliatelle al Barbarià
100 g di parmigiano
Olio extravergine di oliva
Sale q.b.
Pepe (facoltativo)

Preparazione

Portare adebollizione una pentola d’acqua salata. Gettare le tagliatelle e cuocerle per 6 minuti. Scolare la pasta e condirla immediatamente a crudo con olio extravergine di oliva. Spolverare con parmigiano. Buon appetito!

Ricetta della settimana | Rollè di peperoni di Carmagnola e “Aj love you”

Una gustosa ricetta con la crema di aglio Aj love you prodotta da Fattoria dell’aglio, i protagonisti di Chiacchiere in bottega, il nostro showcooking del 28 febbraio alle 0re 18 presso Bottega Gastronomica.

Ingredienti

4 peperoni di Carmagnola
1 vasetto di crema Aj love you
30 g di prezzemolo
Olio extra vergine q.b.
Sale q.b.

Preparazione

Cuocere i peperoni in forno per 35 minuti a 170-180°C; chiuderli in un sacchetto di nylon per facilitarne la pelatura. Dopo 10-15 minuti, quando saranno tiepidi, pulirli togliendo buccia e semini. Tagliare i peperoni a strisce larghe 7-8 cm e farcirli con la crema Aj love you arrotolandoli.
Tritare il prezzemolo e bagnare i peperoni con l’olio extravergine.
Cospargere i rollè con il prezzemolo e servirli freddi.

La treccia

Showcooking con Argalà il 7 febbraio alle 18

Parte Chiacchiere in Bottega presso Bottega Gastronomica.

Il primo appuntamento è venerdì 7 febbraio alle 18: si parte con Argalà e il suo pastis artigianale molto aromatico, unico in Piemonte presentato da Piero Nuvoloni-Bonnet.

La partecipazione allo show-cooking è gratuita. Vista la capienza limitata occorre obbligatoriamente prenotarsi al seguente indirizzo email: conservatoria@cucinemediterranee.netlocandina argalà

Quando l’arte incontra il pastis: intervista a Enrico Giordana di Argalà

3862380420I produttori artigianali sono una delle grandi risorse del nostro territorio: ci fanno scoprire e riscoprire prodotti di pregio e si battono per una migliore qualità in cucina.

Proprio per raccontarvi queste belle realtà, abbiamo deciso di incontrare alcuni produttori e farci quattro chiacchiere per conoscerli meglio.

Il nostro primo appuntamento è con Enrico Giordana che, con Piero Nuvoloni-Bonnet, ha fondato a Roccavione, vicino a Cuneo, un’azienda che produce ottimo pastis artigianale, Argalà.
Argalà,
nella parlata occitana di Roccavione, significa soddisfatto, felice, e secondo i due ragazzi: “Tutti quelli che finora  hanno assaggiato il nostro pastis non hanno potuto smentire il fatto di sentirsi argalà”.

Enrico e Piero sanno che nella vita ci vogliono spesso più cose per essere soddisfatti: per questo hanno coniugato la passione per la tradizione con quelle per l’arte. Organizzano infatti Argalart, un festival di arte, musica, teatro e poesia che si tiene a fine maggio. Perché non c’è niente di meglio del connubio tra arte e buon bere.

Per chi non lo conoscesse, il pastis Argalà è ambrato, prodotto con piante di montagna e anice. Viene distillato in alambicco e non prevede l’uso di chiarificanti. Per produrre Argaà, Enrico e Piero usano alcol di qualità, piante e spezie selezionate (prevalentemente da agricoltura biologica) e zucchero di canna Mascobado del Commercio Equo e Solidale. Argalà si trova in 2 formati, in bottiglie da 20 e da 70 cl.Ma ora lasciamo la parola a Enrico.

1) Come è nata l’idea di Argalà?

L’idea ci ha trovati in cucina a fare esperimenti e intrugli con gli ingredienti più disparati. Occasionalmente si manifestava tra una festa e un aperitivo con gli amici. Queste passioni ci hanno portati a valutare l’idea di iniziare una produzione a uso “familiare”. Poi l’entusiasmo di chi provava il nostro pastis, e i pareri favorevoli raccolti, ci hanno dato la spinta per iniziare a lavorare seriamente sullo sviluppo della ricetta e della lavorazione, affinando le caratteristiche dell’Argalà per poi aprire l’ attività.

2) Siete molto giovani. E’ un settore difficile? Stimolante? Progetti futuri?

Giovani per modo di dire, in Italia, forse. Il settore è difficile per la burocrazia e, anche a livello tecnico, lo sviluppo del prodotto non è stato semplice.
Occupandoci di tutte le fasi della produzione, della distribuzione e della promozione, stiamo facendo molte esperienze diverse, formative e stimolanti: dalla contrattazione con i fornitori, ai rapporti con i clienti e il pubblico, abbiamo dovuto imparare l’arte del marketing e della contabilità. Organizzando molte presentazioni, degustazioni ed eventi siamo molto a contatto con la gente: così si conoscono molte persone e realtà interessanti, sovente nascono anche delle belle collaborazioni, a volte delle amicizie.
Con Davide, cuoco e fratello di Enrico, stiamo già lavorando a una linea di prodotti all’Argalà, dal cioccolato alle marmellate, da proporre insieme ad altre prelibatezze a completamento della gamma per gli amanti delle cose buone.
Inoltre, inizia ad affacciarsi la possibilità di varcare i confini nazionali per deliziare anche la gente d’oltralpe.

3) Nella vostra attività di produttori di pastis c’è molto spazio per l’arte: mi parli di questa commistione?

L’arte in tutte le sue forme ci ha sempre affascinato, inoltre rende più piacevoli le sensazioni che si provano con in mano un buon bicchiere di Argalà. La nostra collaborazione con diverse associazioni culturali della zona, e non solo, ha consolidato questo rapporto e queste realtà ci danno spesso una mano anche nell’organizzazione di eventi come nel caso del festival ARGALART.

Per saperne di più su Argalà visitate il loro sito www.argalart.com e la loro pagina Facebook.

La ricetta con Argalà: Tortino di cioccolato extra fondente e Argalà

tortino di cioccolato extra fondente e Argalà con crema di kaki

Ingredienti

750 g di cioccolato extra fondente, 300 g di burro, 9 uova, 120 g di zucchero, 135 g di panna, 135 ml di latte, 90 g di farina, 5 kaki, Argalà Q.B.
Per lo sciroppo: 50 g di zucchero e 20 ml di acqua.

Preparazione

Far fondere il cioccolato con il burro, il latte e la panna. In un altro recipiente amalgamare lo zucchero, le uova, la farina e l’Argalà senza mescolare troppo. Unire le due masse e mescolare per bene il tutto.
Sistemare dentro delle formine monoporzione e far cuocere a 195° C per 10 minuti. Pelare i kaki e mettere la polpa in un contenitore alto, aggiungere lo sciroppo di zucchero e frullare il tutto.
Servire il tortino con la crema di kaki accompagnando con una testa di menta e poco zucchero a velo.

Erba del cucco (scuscet o cujet)

SileneIl silene (Silene vulgaris) è una pianta spontanea, molto comune nei prati. Pur se poco usata come pianta commestibile, è una delle erbe spontanee più prelibate, dal sapore delicato. I teneri germogli che si asportano in primavera a una lunghezza di 5-6 cm, si fanno bollire per qualche minuto nell’acqua e si consumano come contorno a uova o altre pietanze, al pari dei più diffusi spinaci. Con gli stessi si confezionano risotti dal sapore delicatissimo, ma possono pure venire mescolati a frittate e minestre di stagione.

La ricetta

Risotto con cujet

Rosolate una cipolla in poco olio, versate il riso e fate tostare (deve diventare translucido), unite i cujet e fate insaporire. In seguito, versate il brodo vegetale a poco a poco e portate a cottura. Infine, mantecate con burro e parmigiano.

Barba di frate

barba_di_frateVerdura tipicamente mediterranea, il suo nome scientifico è Salsola, ma a seconda delle regioni può assumere la denominazione di barba di frate, barba di cappuccino, barba del Negus, agretti, roscano, senape dei monaci, lischi, liscari, arescani. Si tratta di una pianta erbacea, della quale si consumano le foglie filiformi, simili a quelle dell’erba cipollina, anche se più schiacciate e non cave. Dal sapore gradevole e leggermente acidulo, la barba di frate può essere consumata cotta, in insalata condita semplicemente con olio e limone oppure saltata in padella.

Per pulirla: una volta eliminata la parte terminale delle foglie e la radice rossastra, è necessario lavarla accuratamente e ripetutamente, lasciandola un po’ immersa nell’acqua, in modo da eliminare l’abbondante terriccio.

E’ una verdura fresca piuttosto delicata che, una volta acquistata, si conserva in frigorifero dentro una busta di carta per non più di quattro giorni. Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali, come d’altronde quasi tutte le verdure, anche la barba di frate rappresentano un ottimo alleato nelle diete: 100 g. di questa verdura apportano infatti soltanto 17 Kcal.

E ora due ricette veloci e gustossime da preparare con la barba di frate.

Barba di frate alle acciughe: Cuocere  per 7-8 minuti in acqua salata (o meglio ancora, al vapore) e saltare in padella con olio extravergine d’oliva, aglio e acciughe. Servire come contorno.

Frittata: Far bollire in abbondante acqua la barba di frate o agretti. Affettare una cipolla e soffriggerla con olio e un po’ di aglio fresco. Aggiungere alla cipolla un bicchiere di latte, affinché il composto diventi cremoso e soffice, e gli agretti lessati. Far asciugare. Far raffreddare il composto e, a parte, mescolare le uova (4 o 5) con abbondante parmigiano, sale, pepe e formaggio molle tagliato a dadini. Aggiungere il composto di cipolla e agretti alle uova sbattute, mescolare bene e cuocere in una padella antiaderente unta con poco olio. Buon appetito!

La ricetta della settimana: dalla Moldavia il Brânzoaice moldovenești poale-n brâu

Brânzoaice moldovenești poale-n brâuIn diverse panetterie all’interno del IV Alimentare, al mercato di Porta Palazzo a Torino, si possono anche trovare dolci tipici della Moldavia, la regione a Nord-Est della Romania, come il Brânzoaice moldovenești poale-n brâu, potete però anche provare a farlo anche voi, acquistando magari sempre all’interno del padiglione, il Brânză dulce, il  formaggio moldavo che viene utilizzato nel ripieno, negli stessi banchi potrete trovare facilmente anche la panna acida.

Ingredienti per la pasta

500 g di farina, 200 g di zucchero, 200 g latte, n 1 uovo intero e 1 tuorlo d’uovo, 100 g di burro fuso, 25 g lievito, 1/2 cucchiaino di sale

Ingredienti per il ripieno

350 g di formaggio dolce di mucca (in alternativa si può utilizzare una miscela di primo sale e ricotta), 150 g di zucchero, scorza di arancio, vaniglia, n 2 uova, 1-2 cucchiai di semolino (opzionale, se il formaggio è troppo morbido), 1 uovo per spennellare.

Preparazione

La farina si setaccia e si aggiunge il sale. Dopodiché si prepara la “maia” cioè un composto di lievito che si mescola con 2-3 cucchiai di acqua, 1 cucchiaio di zucchero e 2 cucchiai di farina. Lasciare riposare per 15 minuti in un luogo caldo, crescerà e farà le bolle. La maia si versa sopra la farina, si aggiungono le uova e il latte tiepido nel quale è stato sciolto lo zucchero. Mescolare bene e impastare per circa 10 minuti. Ora si aggiunge il burro a poco a poco. Impastare ancora per 10-15 minuti. Cospargere la pasta con un po’ di farina, coprire con un asciugamano e lasciare lievitare in un luogo caldo per circa 1 ora.
Nel frattempo si prepara il ripieno: il formaggio si mescola con le uova precedentemente ben sbattute, lo zucchero, la scorza di arancia e la vaniglia. Se il formaggio è troppo liquido si aggiunge un po’ di semola. Dopo che la pasta avrà raddoppiato il suo volume, su un piano di lavoro cospargere della farina e stendere la pasta formando un foglio rettangolare di spessore 0,5 cm circa. Tagliare il foglio in quadrati grossi. In ogni quadrato mettere un cucchiaio di ripieno e unire gli angoli (opposti 2 a 2), da qui deriva il nome dato al dolce “ridicam poalele in brau” – alzare i bordi in vita. Branzoaicele (i panzerotti) vanno spennellati con un uovo e messi a cuocere in forno preriscaldato a 180 ° per 35-40 minuti. Quando sono cotti si tolgono dal forno e si lasciano a raffreddare. Si servono con dello zucchero vanigliato in polvere.

 

Cous cous di pesce, verdure e crostacei

cous_cous_di_pesceIl cous cous è un piatto unico, preparato con semola di grano duro e accompagnato da carne, verdure o pesce. E’ tipico del Nord Africa (Algeria, Marocco, Tunisia e Libia) ma è diffuso anche nell’Africa Occidentale, in Francia, in Giordania, Libano, Palestina e nella nostra Sicilia, dove il cous cous è cotto a vapore in una pentola di terracotta smaltata e accompagnato con pesce.

Come nella ricetta che vi proponiamo oggi.

Ingredienti per 6 persone:

Pesci da zuppa con triglie (misto scoglio) kg 1, seppie kg 1, rana pescatrice g 300, branzino g 300, cozze kg 1, gamberi o scampi g 300, pomodori pelati o freschi maturi, piselli freschi o zucchine, prezzemolo, aglio, sedano, cipolla, paprika o peperoncino, cumino in polvere, vino bianco, olio evo; Cous cous g 500,
burro g 50, sale

Preparazione

Sfilettare tutto il pesce di grandi dimensioni. Con i ritagli, carapaci e il pesce da zuppa preparare un brodo come un fumetto, arricchito con concentrato di pomodoro; lasciare bollire circa 1 ora poi filtrare comprimendo bene nello chinois per ottenere tutti i succhi. Tagliare i filetti di pesce a piccoli bocconi, aprire le cozze e conservare l’acqua di apertura. Nel brodo filtrato, corretto di sale e spezie (cumino in polvere ed il peperoncino) cuocere delicatamente la polpa di pesce, aggiungere all’ultimo crostacei e i molluschi. i crostacei e i molluschi. Con le seppie preparare un ragù bianco con cipolla e vino bianco, cuocere fino a quando siano morbide. Pulire i piselli e unirli alle seppie in umido stufandoli al dente; si può tenere separato questo ragù di pesce oppure unirlo al resto della zuppa.

Per preparare il couscous mettere in un tegame pari volume di acqua (500 ml), scaldarla e aggiungere un bel pizzico di sale e due cucchiai di olio extravergine di oliva. Portare ad ebollizione e versare il couscous a pioggia, spegnete il fuoco e livellate il couscous con il dorso di un cucchiaio. Lasciate riposare un paio di minuti, poi aggiungere il burro e fate cuocere a fuoco dolce per altri due minuti, sempre mescolando; quindi spegnete il fuoco e sgranate bene la semola servendovi di una forchetta.

Servire il cous cous disponendo la semola a monticello al centro del piatto e i frutti di mare con il loro brodo tutti intorno.

La ricetta della settimana: sarmale

cuoco

 

Le sarmale sono involtini di carne e riso avvolti in una foglia di vite. E’ un piatto tipico della cucina rumena.
Sono state uno dei piatti della cena, svoltasi il 31 maggio e realizzata da Conservatoria con l’associazione NUTRImente, dal titolo Alla ricerca dell’insolito a spasso fra nuovi e vecchi banchi di Porta Pila.
Una cena con aperitivo e conferenza, che è stata l’occasione per presentare la seconda edizione ampliata della ricerca Luce su Porta Palazzo, il mercato che non dorme mai.

Una serata riuscita, con moltissimi partecipanti, ottimo cibo e un’occasione per fare cultura sul mercato.

 

Foglie di vite

Le foglie per le sarmale possono essere acquistate già pronte a Porta Palazzo oppure possono essere preparate secondo le seguenti istruzioni. Scegliere foglie di vite tenere. Lavarle bene e poi scottarle in acqua bollente con sale. Lasciare bollire lentamente fino a quando non cambiano colore. Si tirano poi fuori dall’acqua con una schiumarola e si lasciano sgocciolare. Quando si sono raffreddate, sistemarle a mucchietti di circa 20 foglie. Nel mezzo della pila si mette una piccola quantità di timo, aneto e rafano. La pila di foglie viene arrotolata e legata con del filo. Ogni rotolo di foglie di vite viene sistemato in posizione verticale dentro vasetti di vetro. Per preparare la salamoia sciogliere 100 grammi di sale in un 1 litro di acqua. Lasciare bollire per qualche minuto. Versare quindi la salamoia sopra le foglie arrotolate. Quando avete riempito i vasetti con l’acqua salata, mettere i vasetti in una pentola a bollire con dell’acqua per altri 30 minuti. Dopodiché conservare i vasetti in un luogo fresco.

sarmale

La ricetta

Ingredienti

Carne di maiale magra 1 kg, foglie di vite (la quantità di carne richiede circa 40 foglie), riso g 100, cipolle medie n 2, sale, pepe, aneto, passata di pomodoro, acqua, panna acida.

Preparazione

Lavare il riso più volte in abbondante acqua. Mettere le foglie in salamoia in una pentola con acqua. Lasciare bollire per 5 minuti dopodiché scolarle e lavarle con acqua fredda. Le foglie di vite possono anche essere messe in un recipiente pieno d’acqua e lasciate a desalinizzare per 30 minuti.
La carne tritata viene amalgamata con le cipolle tagliate a pezzi, aggiungere poi il riso lavato e scolato, sale, pepe e aneto.
Prendere una foglia di vite tagliandone la fibra e mettere al centro un cucchiaino di carne tritata preparata come indicato. Arrotolare il tutto spingendo i bordi verso l’interno, facendo attenzione a non rompere la foglia di vite. Se la foglia si rompe, bisogna riutilizzarne un’altra, poiché durante la cottura le sarmale rotte rischiano di disfarsi.
In una pentola mettere le foglie che sono rimaste ed sistemiamo le sarmale in cerchio. Dopo aver terminato di sistemare il primo strato di sarmale, continuare a disporre gli strati uno sopra l’altro. Una volta terminato di sistemare gli involtini in strati, versare il passato di pomodoro e dell’acqua fino a coprirli completamente. Mettere un coperchio e far cuocere a fuoco basso per 2-3 ore.
Le sarmale si servono con panna acida e polenta.