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Museo Ettore Fico - Via Cigna 114, Torino

GEM – Dialoghi in Barriera Apericous cous | giovedì 21 giugno 2018 ore 19.00

Ultimo appuntamento di “GEM – Dialoghi in Barriera”, giovedì 21 giugno 2018, presso il Museo Ettore Fico, in collaborazione con il mercato di Piazza Foroni e dell’Associazione Commercianti “La Piazza Foroni”, da sempre contraddistinta dall’impegno nel rilancio del valore commerciale del mercato e per l’attenzione e la disponibilità nel creare sinergie con enti ed associazioni del territorio.

Durante la serata si parlerà di cous cous, ricetta tradizionale con una storia incredibilmente lunga e dal forte significato simbolico, esempio di contaminazione virtuosa tra culture di differenti origini, che ha  assunto un’identità multiculturale “trasversale” lungo tutto l’arco del bacino mediterraneo e non solo.

Lo chef Enrico Bricarello terrà una breve introduzione sulla scelta del grano duro più adatto, la sua giusta macinatura e sull’arte della “incocciatura”: i partecipanti potranno cimentarsi nella preparazione del cous cous attraverso l’idratazione manuale della semola, secondo l’antica tecnica trapanese.

Seguirà poi una degustazione di cous cous alle verdure e accompagnato da carne di agnello e, come dessert, cannolo siculo farcito al momento.

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INFO

Degustazione
€ 15 a persona
comprensivo della degustazione dei piatti presentati e di un calice di vino.

Numero di posti limitato
Prenotazione obbligatoria conservatoriagem2017@gmail.com

Per l’occasione, sarà possibile accedere alla visita libera al Museo Ettore Fico dalle ore 18.00 alle ore 19.00 a € 5 a persona (gratuito per i possessori dell’Abbonamento Torino Musei)

Porta Pila: un po’ di storia | parte 2

Nel tempo…

Porta Palazzo ha sempre rappresentato il primo punto di contatto fra la città e i migranti: è qui che i nuovi arrivati hanno trovato qualcuno che parlasse la loro lingua o il loro dialetto, che vendesse i prodotti alimentari tipici delle loro regioni e che sapesse indicare luoghi di accoglienza in cui trovare rifugio.
Questa funzione è stata particolarmente importante nel corso del XX secolo, quando la popolazione di Torino aumentò oltre 3,6 volte, da 330.000 abitanti (1901) 1.191.000 (1981), grazie a coloro che vennero in città per trovarvi lavoro.
Non sempre i migranti ebbero da parte dei residenti una accoglienza adeguata all’importante apporto economico e sociale che determinarono: senza un grande mercato aperto e disponibile il loro inserimento sarebbe stato più complesso e l’economia cittadina ne avrebbe sofferto.
L’arrivo di nuove popolazioni, in particolare dal Meridione d’Italia, generò nuove abitudini alimentari, cambiamenti radicali nelle usanze della cucina – dal burro all’olio d’oliva, dalla pasta di grano tenero allo spaghetto, nuove verdure, nuovi vini – e trasformarono Torino in una delle più importanti realtà multietniche. Senza gli immigrati la città non avrebbe la dimensione e il respiro attuali.
Piero Chiambretti disse «… mi sôn türineis, minchia …»: in poche parole definì la realtà sociale della città. Porta Palazzo ha consentito di integrare a Torino non solo italiani – pugliesi, siciliani, calabresi, sardi, veneti, campani, ecc. – ma anchele nuove popolazioni – arabi, magrebini, rumeni, albanesi, peruviani, ecc. – che hanno scelto la città per trovarvi lavoro e contribuire alla sua ricchezza.

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Porta Palazzo oggi

Porta Palazzo è oggi il più grande mercato d’Europa, un vero e proprio “sistema commerciale” che integra tutte le merceologie di consumo. Oltre al Padiglione dell’Orologio troviamo il “Mercato coperto del V alimentare” e il “Mercato coperto dei prodotti ittici”, edificati nel 1836 e tutt’ora in funzione; oltre ai numerosi punti di vendita mobili, sui carretti tradizionali.

Grazie alla forza di attrazione del mercato, nell’area Porta Palazzo – Borgo Dora, si trovano 740 attività economiche di commercio fisso tra cui: 206 alimentari, 73 di abbigliamento, 200 di altri generi e 46 di arredamento. Vi sono inoltre 4 servizi generici e 28 phone center. La struttura ricettiva comprende 4 alberghi / affittacamere, 42 ristoranti e 80 bar.

Federico Boario

Porta Pila: un po’ di storia | parte 1

Il Mercato di Porta Palazzo è stato trasferito in Piazza Emanuele Filiberto (ora Piazza della Repubblica) nel 1835 per disposizione di un “Manifesto Vicariale” che, in seguito a una epidemia di colera, aveva proibito la vendita di alimenti nelle piazze “Palazzo di Città” (allora “delle Erbe”) e “Corpus Domini”. Analogo trasferimento subì il Mercato del burro, prima ospitato nel cortile del Municipio (Cortile del Burro).Porta Palazzo
Vennero costruite prima due tettoie per gli alimentari e fila di baracche per i mercati di stoffe, chincaglierie e terraglie.
Al di sotto della piazza vennero collocati grandi locali per la conservazione del cibo: le “Ghiacciaie”, a cui si accedeva con carretti. Il ghiaccio proveniva dalla raccolta delle nevi a Torino e, in caso di inverni miti, veniva trasportato dal ghiacciaio del Moncenisio.
Nella metà dell’800 le strutture dei mercati all’ingrosso erano disposte per merceologie: in Piazza Emanuele Filiberto: a Nord Ovest “frutta, castagne, funghi e meloni”; a Nord Est “pollami, volatili e uova”, “caccio nostrano e dell’estero, sia fresco che vecchio”; a Sud Est, “pesci d’acqua dolce”; a Sud Ovest, “chiodi”;  sul piazzale del Borgo Dora “erbaggi, patate e asparagi”. Inoltre nella Piazza Emanuele Filiberto, nell’area Sud Ovest – Nord Est, si trovava la vendita di generi commestibili al minuto. I clienti, soprattutto le massaie, venivano al mercato alla mattina, i meno abbienti alla chiusura in quanto i prezzi venivano ridotti.

L’assetto attuale della piazza è dovuto alle modificazioni intercorse fra il 1836, con l’edificazione del mercato ittico e del mercato alimentare nella parte Sud, e il 1916, anno in cui viene costruito nella parte Nord Est il “Padiglione dell’Orologio”.
Iniziato nel 1915 e inaugurato nel 1916, il Padiglione dell’Orologio (che oggi ospita il mercato del IV alimentare) rappresenta un notevole esempio di architettura ottocentesca del ferro applicata alla realizzazione di edifici mercatali, tipica dei grandi mercati coperti, fra i quali Les Halles di Parigi.
La superficie utile è di 3.300 m². Venne progettato dal Servizio Tecnico dei Lavori Pubblici del Comune di Torino e costruito dalla ditta Faletti e dalle Officine Savigliano. Un padiglione gemello era stato progettato per la parte restante della piazza ma non venne realizzato per l’aumento dei costi del materiale verificatosi durante la prima guerra mondiale.
Nel 1963 di fianco al Padiglione dell’Orologio è stato costruito un padiglione per l’abbigliamento in seguito demolito e sostituito dall’attuale “Mercato dell’abbigliamento”, firmato dall’architetto Massimiliano Fuksas. Nell’atrio di questa grande costruzione si possono ancora ammirare due antiche ghiacciaie ipogee, originali della piazza.

 Federico Boario

Continua alla prossima puntata…

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