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Museo Ettore Fico - Via Cigna 114, Torino

GEM – Dialoghi in Barriera Apericous cous | giovedì 21 giugno 2018 ore 19.00

Ultimo appuntamento di “GEM – Dialoghi in Barriera”, giovedì 21 giugno 2018, presso il Museo Ettore Fico, in collaborazione con il mercato di Piazza Foroni e dell’Associazione Commercianti “La Piazza Foroni”, da sempre contraddistinta dall’impegno nel rilancio del valore commerciale del mercato e per l’attenzione e la disponibilità nel creare sinergie con enti ed associazioni del territorio.

Durante la serata si parlerà di cous cous, ricetta tradizionale con una storia incredibilmente lunga e dal forte significato simbolico, esempio di contaminazione virtuosa tra culture di differenti origini, che ha  assunto un’identità multiculturale “trasversale” lungo tutto l’arco del bacino mediterraneo e non solo.

Lo chef Enrico Bricarello terrà una breve introduzione sulla scelta del grano duro più adatto, la sua giusta macinatura e sull’arte della “incocciatura”: i partecipanti potranno cimentarsi nella preparazione del cous cous attraverso l’idratazione manuale della semola, secondo l’antica tecnica trapanese.

Seguirà poi una degustazione di cous cous alle verdure e accompagnato da carne di agnello e, come dessert, cannolo siculo farcito al momento.

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INFO

Degustazione
€ 15 a persona
comprensivo della degustazione dei piatti presentati e di un calice di vino.

Numero di posti limitato
Prenotazione obbligatoria conservatoriagem2017@gmail.com

Per l’occasione, sarà possibile accedere alla visita libera al Museo Ettore Fico dalle ore 18.00 alle ore 19.00 a € 5 a persona (gratuito per i possessori dell’Abbonamento Torino Musei)

Cinema al Mercato e GEM-Giovani Eccellenze al Mercato, 2 giorni di eventi

Il mese di maggio sarà ricco di appuntamenti per Conservatoria, tutti all’insegna del gusto, ovviamente. E non solo: anche film, workshop e libri per la gastronomia abbraccia la cultura a 360°.

Giovedì 8 e venerdì 9 maggio infatti si svolgeranno a Porta Palazzo e con ingresso gratuito la II° edizione di Cinema al Mercato e gli eventi di chiusura del progetto GEM-Giovani Eccellenze al Mercato. L’unione dei progetti in un unico grande evento è importante per mettere l’accento sul fatto che i prodotti di eccellenza della nostra Regione (come quelli individuati da GEM), possono essere commercializzati al mercato e questo costituirebbe un duplice vantaggio: per i produttori che troverebbero un nuovo punto di distribuzione e per i mercati stessi che avrebbero un’offerta più ricca e di qualità.

Cinema al mercato, promossa dall’Assessorato al Commercio della Città di Torino e dalla Conservatoria in collaborazione con Aiace Torino è una manifestazione realizzata all’interno del progetto europeo CENTRAL MARKETS (sostenuto dal programma UE Central Europe 2007-2013), per la valorizzazione e promozione dei mercati tradizionali e dei loro prodotti. L’iniziativa è inserita nella Giornata internazionale dei mercati – celebrata con iniziative ad hoc da tutte le città capofila del progetto dei vari Paesi europei aderenti. La due-giorni torinese si ispira a un binomio d’eccellenza tutto subalpino che unisce sapientemente cinema e cibo di qualità.

Durante la serata dell’8 maggio, Conservatoria dà l’accento sul cibo da strada con le birre artigianali di Birrificio Torino, la gastronomia Yankuam & co. con i suoi panini espressi e i succhi di frutta autoprodotti e l’Apemangiando (della cooperativa Via Italia), una piccola Ape attrezzata per cucinare tempura di verdura servita in cartoccio e tortini, tutto bio. E per dessert, la Gelateria Popolare di via Borgo Dora avrà un banco con i suoi freschi gelati, alcuni dei quali preparati con la frutta del mercato. Tutti i piatti serviti sono preparati con i deliziosi prodotti del mercato di Porta Palazzo.

Dalle ore 21, proiezione a ingresso gratutito del documentario di Ferrando e Tealdi La Boqueria, sul mercato di Barcellona e Every Day Except Christmas, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1957, inno al mercato ortofrutticolo di Covent Garden.

Il 9 maggio il focus è sulla conclusione del progetto Giovani Eccellenze al Mercato, progetto della Conservatoria finanziato dalla Fondazione CRT, che ha visto 8 produttori piemontesi di alta qualità incontrarsi durante una serie di showcooking. Alle 18 un workshop gratuito incentrato sul tema della commercializzazione e promozione delle eccellenze del territorio, come quelle di GEM appunto, anche nei mercati. Modera Enrico Bricarello, chef istruttore dell’Istituto Professionale Alberghiero di Torino, giornalista e membro dell’Associazione Stampa Agroalimentare. All’incontro sono stati invitati i maggiori Esponenti Istituzionali e le Associazioni di Categoria competenti e attivi nei settori della promozione, del commercio e della valorizzazione del territorio. L’occasione sarà propizia ad un aperto confronto su alcune tematiche cruciali, che andranno ad insistere su argomenti di comune interesse, quali: sostenibilità ambientale, attenzione al territorio e salvaguardia del paesaggio naturale, adozione di fonti energetiche alternative, dialogo e dinamismo progettuale per cogliere e trasmettere le opportunità di accesso a fondi nazionali ed europei a sostegno delle attività agricole, forza sinergica dell’associazionismo nella commercializzazione dei prodotti di eccellenza, importanza dell’integrazione settoriale per una più ampia valorizzazione territoriale.

Seguirà alle ore 20 la presentazione a ingresso libero, all’interno del Salone OFF-Salone Internazionale del Libro di Torino, dell’ebook Gemme del gusto. Giovani produttori piemontesi di eccellenza si confessano edito da Zandegù. 4 foodblogger hanno intervistato gli 8 produttori piemontesi selezionati da Conservatoria all’interno del progetto GEM. Interverranno le foodblogger Anna Buganè, Mariachiara Montera e Sandra Salerno e l’editore Marianna Martino.

Alle ore 20.30 Conservatoria organizza una degustazione gratuita offerta agli spettatori, realizzata con l’Associazione Cuochi di Torino.
La degustazione prevede:

  • Focaccia alle nocciole con lardo
  • Bicchierini di maionese all’olio di nocciole e alla crema d’aglio con verdure crude
  • Mousse di tomino con salsa rossa piemontese
  • Insalata di riso Venere e pesce bianco
  • Insalata di riso rosso e pollo
  • Agnello sambucano marinato alle verdure e riso Apollo
  • Torta salata di toma e porri
  • Torta primaverile di ricotta ed erbette
  • Crostini di mais con salampatata
  • Crema di zucca al pastis
  • Paninetti barbarià con coppa e insalatine
  • Insalata di robiola con pere e nocciole

 

Dalle ore 21, i film: La storia di Agnes Browne diretto e interpretato da Anjelica Huston e il corto croato Plac – The Market. Le proiezione, come quella dell’8 maggio, è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Scarica il comunicato stampa della due giorni di eventi.

Scarica il programma della giornata del 9 maggio dedicata a GEM – Giovani Eccellenze al Mercato.

GEM_Workshop 9 maggio

 

 

La ricetta della settimana: dalla Moldavia il Brânzoaice moldovenești poale-n brâu

Brânzoaice moldovenești poale-n brâuIn diverse panetterie all’interno del IV Alimentare, al mercato di Porta Palazzo a Torino, si possono anche trovare dolci tipici della Moldavia, la regione a Nord-Est della Romania, come il Brânzoaice moldovenești poale-n brâu, potete però anche provare a farlo anche voi, acquistando magari sempre all’interno del padiglione, il Brânză dulce, il  formaggio moldavo che viene utilizzato nel ripieno, negli stessi banchi potrete trovare facilmente anche la panna acida.

Ingredienti per la pasta

500 g di farina, 200 g di zucchero, 200 g latte, n 1 uovo intero e 1 tuorlo d’uovo, 100 g di burro fuso, 25 g lievito, 1/2 cucchiaino di sale

Ingredienti per il ripieno

350 g di formaggio dolce di mucca (in alternativa si può utilizzare una miscela di primo sale e ricotta), 150 g di zucchero, scorza di arancio, vaniglia, n 2 uova, 1-2 cucchiai di semolino (opzionale, se il formaggio è troppo morbido), 1 uovo per spennellare.

Preparazione

La farina si setaccia e si aggiunge il sale. Dopodiché si prepara la “maia” cioè un composto di lievito che si mescola con 2-3 cucchiai di acqua, 1 cucchiaio di zucchero e 2 cucchiai di farina. Lasciare riposare per 15 minuti in un luogo caldo, crescerà e farà le bolle. La maia si versa sopra la farina, si aggiungono le uova e il latte tiepido nel quale è stato sciolto lo zucchero. Mescolare bene e impastare per circa 10 minuti. Ora si aggiunge il burro a poco a poco. Impastare ancora per 10-15 minuti. Cospargere la pasta con un po’ di farina, coprire con un asciugamano e lasciare lievitare in un luogo caldo per circa 1 ora.
Nel frattempo si prepara il ripieno: il formaggio si mescola con le uova precedentemente ben sbattute, lo zucchero, la scorza di arancia e la vaniglia. Se il formaggio è troppo liquido si aggiunge un po’ di semola. Dopo che la pasta avrà raddoppiato il suo volume, su un piano di lavoro cospargere della farina e stendere la pasta formando un foglio rettangolare di spessore 0,5 cm circa. Tagliare il foglio in quadrati grossi. In ogni quadrato mettere un cucchiaio di ripieno e unire gli angoli (opposti 2 a 2), da qui deriva il nome dato al dolce “ridicam poalele in brau” – alzare i bordi in vita. Branzoaicele (i panzerotti) vanno spennellati con un uovo e messi a cuocere in forno preriscaldato a 180 ° per 35-40 minuti. Quando sono cotti si tolgono dal forno e si lasciano a raffreddare. Si servono con dello zucchero vanigliato in polvere.

 

Porta Pila: un po’ di storia | parte 2

Nel tempo…

Porta Palazzo ha sempre rappresentato il primo punto di contatto fra la città e i migranti: è qui che i nuovi arrivati hanno trovato qualcuno che parlasse la loro lingua o il loro dialetto, che vendesse i prodotti alimentari tipici delle loro regioni e che sapesse indicare luoghi di accoglienza in cui trovare rifugio.
Questa funzione è stata particolarmente importante nel corso del XX secolo, quando la popolazione di Torino aumentò oltre 3,6 volte, da 330.000 abitanti (1901) 1.191.000 (1981), grazie a coloro che vennero in città per trovarvi lavoro.
Non sempre i migranti ebbero da parte dei residenti una accoglienza adeguata all’importante apporto economico e sociale che determinarono: senza un grande mercato aperto e disponibile il loro inserimento sarebbe stato più complesso e l’economia cittadina ne avrebbe sofferto.
L’arrivo di nuove popolazioni, in particolare dal Meridione d’Italia, generò nuove abitudini alimentari, cambiamenti radicali nelle usanze della cucina – dal burro all’olio d’oliva, dalla pasta di grano tenero allo spaghetto, nuove verdure, nuovi vini – e trasformarono Torino in una delle più importanti realtà multietniche. Senza gli immigrati la città non avrebbe la dimensione e il respiro attuali.
Piero Chiambretti disse «… mi sôn türineis, minchia …»: in poche parole definì la realtà sociale della città. Porta Palazzo ha consentito di integrare a Torino non solo italiani – pugliesi, siciliani, calabresi, sardi, veneti, campani, ecc. – ma anchele nuove popolazioni – arabi, magrebini, rumeni, albanesi, peruviani, ecc. – che hanno scelto la città per trovarvi lavoro e contribuire alla sua ricchezza.

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Porta Palazzo oggi

Porta Palazzo è oggi il più grande mercato d’Europa, un vero e proprio “sistema commerciale” che integra tutte le merceologie di consumo. Oltre al Padiglione dell’Orologio troviamo il “Mercato coperto del V alimentare” e il “Mercato coperto dei prodotti ittici”, edificati nel 1836 e tutt’ora in funzione; oltre ai numerosi punti di vendita mobili, sui carretti tradizionali.

Grazie alla forza di attrazione del mercato, nell’area Porta Palazzo – Borgo Dora, si trovano 740 attività economiche di commercio fisso tra cui: 206 alimentari, 73 di abbigliamento, 200 di altri generi e 46 di arredamento. Vi sono inoltre 4 servizi generici e 28 phone center. La struttura ricettiva comprende 4 alberghi / affittacamere, 42 ristoranti e 80 bar.

Federico Boario

Porta Pila: un po’ di storia | parte 1

Il Mercato di Porta Palazzo è stato trasferito in Piazza Emanuele Filiberto (ora Piazza della Repubblica) nel 1835 per disposizione di un “Manifesto Vicariale” che, in seguito a una epidemia di colera, aveva proibito la vendita di alimenti nelle piazze “Palazzo di Città” (allora “delle Erbe”) e “Corpus Domini”. Analogo trasferimento subì il Mercato del burro, prima ospitato nel cortile del Municipio (Cortile del Burro).Porta Palazzo
Vennero costruite prima due tettoie per gli alimentari e fila di baracche per i mercati di stoffe, chincaglierie e terraglie.
Al di sotto della piazza vennero collocati grandi locali per la conservazione del cibo: le “Ghiacciaie”, a cui si accedeva con carretti. Il ghiaccio proveniva dalla raccolta delle nevi a Torino e, in caso di inverni miti, veniva trasportato dal ghiacciaio del Moncenisio.
Nella metà dell’800 le strutture dei mercati all’ingrosso erano disposte per merceologie: in Piazza Emanuele Filiberto: a Nord Ovest “frutta, castagne, funghi e meloni”; a Nord Est “pollami, volatili e uova”, “caccio nostrano e dell’estero, sia fresco che vecchio”; a Sud Est, “pesci d’acqua dolce”; a Sud Ovest, “chiodi”;  sul piazzale del Borgo Dora “erbaggi, patate e asparagi”. Inoltre nella Piazza Emanuele Filiberto, nell’area Sud Ovest – Nord Est, si trovava la vendita di generi commestibili al minuto. I clienti, soprattutto le massaie, venivano al mercato alla mattina, i meno abbienti alla chiusura in quanto i prezzi venivano ridotti.

L’assetto attuale della piazza è dovuto alle modificazioni intercorse fra il 1836, con l’edificazione del mercato ittico e del mercato alimentare nella parte Sud, e il 1916, anno in cui viene costruito nella parte Nord Est il “Padiglione dell’Orologio”.
Iniziato nel 1915 e inaugurato nel 1916, il Padiglione dell’Orologio (che oggi ospita il mercato del IV alimentare) rappresenta un notevole esempio di architettura ottocentesca del ferro applicata alla realizzazione di edifici mercatali, tipica dei grandi mercati coperti, fra i quali Les Halles di Parigi.
La superficie utile è di 3.300 m². Venne progettato dal Servizio Tecnico dei Lavori Pubblici del Comune di Torino e costruito dalla ditta Faletti e dalle Officine Savigliano. Un padiglione gemello era stato progettato per la parte restante della piazza ma non venne realizzato per l’aumento dei costi del materiale verificatosi durante la prima guerra mondiale.
Nel 1963 di fianco al Padiglione dell’Orologio è stato costruito un padiglione per l’abbigliamento in seguito demolito e sostituito dall’attuale “Mercato dell’abbigliamento”, firmato dall’architetto Massimiliano Fuksas. Nell’atrio di questa grande costruzione si possono ancora ammirare due antiche ghiacciaie ipogee, originali della piazza.

 Federico Boario

Continua alla prossima puntata…

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