Mostre

MOSTRA PORTA PALAZZO

Le fotografie storiche del mercato, che attraversano un secolo di storia della città, documentano una città in mutamento e in espansione, uno spazio reale e simbolico che assume nel tempo connotati sempre più precisi tali da rendere Porta Palazzo, il mercato più significativo e importante di Torino, cuore pulsante, ieri come oggi, luogo tra i più importanti dei processi di distribuzione alimentare e non solo.
Le immagini in bianco e nero individuano spazi, bancarelle, ma soprattutto le persone che in quel luogo vi lavorano e offrono prodotti via via più numerosi, nella varietà e nella quantità, dopo le ristrettezze e la fame provocate dalla seconda guerra mondiale, come testimoniano le fotografie di uno spaccio alimentare molto affollato aperto in pieno periodo bellico a Porta Palazzo. La ritualità profana di ogni giorno del vendere e del comprare, si incontra con quella religiosa della Madonna Pellegrina, significativo evento degli anni Cinquanta. La Madonna portata a spalle attraverso la città e accolta in uno dei luoghi più simbolici di essa – come ci segnala una fotografia -, dai commercianti e dai clienti abituali del mercato, che ascoltano silenziosi le parole di padre Ruggero Cipolla, cappellano delle carceri Nuove di Torino.
E proprio in quel periodo il mercato subirà profondi processi di mutamento, ampliamento e ristrutturazione. Il cibo, forte elemento identitario, è stato in quegli anni, che hanno visto mutare il volto della città, dovuto ai notevoli flussi migratori, un mediatore fondamentale tra le diverse culture regionali e tra esse e i vecchi residenti.

Sono fotografie, quelle proposte, di uomini e donne di differenti generazioni, ceti sociali, aspiranti maghi, medici improvvisati, che espongono i loro prodotti sotto gli sguardi attoniti e curiosi dei clienti che affollano il mercato in ogni giorno della settimana e in ogni periodo dell’anno.
Profumi, sapori, un vero e proprio giacimento di colori dalle diverse tonalità e luminosità. Il mercato accoglie parole, grida modulate da suoni armonici e squillanti, musicali, aspri, che si rincorrono tra le bancarelle, capaci di accogliere prodotti che permangono negli anni, insieme ad altri che si affacciano per la prima volta, si stratificano, si sovrappongono, mutano, seguendo il flusso delle differenti migrazioni che hanno segnato Torino nel Novecento.
L’ultima sezione della mostra presenta le fotografie, rigorosamente in bianco e nero e in gran parte inedite, scattate al mercato di Porta Palazzo e al Balon tra il 1972 e il 1978 da Marilaide Ghigliano.
Un universo quasi del tutto scomparso, popolato da donne e uomini, spesso anziani e provenienti dal sud d’Italia, i cui sguardi sono segnati dalla fatica, dalla solitudine, dal lavoro di tutta una vita, prima in campagna e poi con i movimenti  migratori sovente di solo andata, in città. La fotografa è particolarmente sensibile ai volti, ai piccoli impercettibili movimenti del corpo, ai gesti antichi o nuovi legati alla dimensione della quotidianità e del vivere di ogni giorno.

La mostra fotografica, costituita da oltre 27 pannelli, è stata inaugurata durante il primo Food Market Festival il 13 e 14 ottobre 2005 a Torino, ed è ora a disposizione di comuni, comunità montane, associazioni ed enti di promozione del territorio. La mostra realizzata in teli facilmente trasportabili e montabili è disponibile gratuitamente, su prenotazione, presso la sede della Conservatoria.

TOUR DEI SAPERI E DEI SAPORI DELLA MONTAGNA

La Conservatoria delle Cucine Mediterranee in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design (IED) di Torino, ha raccolto numerosi materiali fotografici e video che raccontano il paesaggio delle nostre vallate alpine,  presentano i protagonisti della vita nelle terre alte (i malgari, i contadini, le donne che ancora tengono vivo un patrimonio di saperi, e saper fare), e i piatti tipici che sopravvivono alla globalizzazione e alla banalizzazione che troppo sovente invade le nostre tavole. Piatti “poveri” perché realizzati con prodotti considerati poveri, ma che  racchiudono  patrimoni di cultura e  creatività.

L’elaborazione e selezione di alcuni dei materiali prodotti hanno permesso la realizzazione di una mostra fotografica capace di presentare i territori interessati dal progetto.

La mostra, costituita da oltre 50 pannelli, è stata inaugurata al Forte di Vinadio CN nel corso dell’evento finale di chiusura del progetto il 21 e 22 giugno 2008, ed  è ora a  disposizione di comuni, comunità montane, associazioni ed enti di promozione del territorio.

La mostra realizzata in teli facilmente trasportabili e montabili è disponibile gratuitamente, su prenotazione, presso la sede della Conservatoria.