Carta intenti

CONSERVATORIA DELLE CUCINE DEL MEDITERRANEO DEL PIEMONTE
Sezione Federata del Conservatoire des Cuisines Méditerranéennes

 

Nel dare vita alla Sezione Federata del Piemonte del Conservatoire des Cuisines Méditerranéennes (una rete rappresentativa di realtà locali pubbliche e private, di carattere istituzionale, culturale e produttivo, appartenenti a 11 Paesi del bacino del Mediterraneo), i membri fondatori qui sottoscritti intendono evidenziare le peculiarità delle motivazioni e dei fini che sono alla base della costituzione della sezione piemontese del Conservatoire.

Secondo i principi contenuti nella carta Istitutiva siglata a Marsiglia nell’anno 1998, il nucleo fondamentale della rete è espresso dalle comunità che vivono sulle rive del Mediterraneo, ma estende il suo raggio di azione e di interesse alle comunità delle zone interne che storicamente hanno rappresentato, attraverso quantità e qualità dei processi di scambio, aree di influenza reciproca anche (e forse soprattutto) nella cultura gastronomica.

Più in generale, comunque, la creazione di una sede di dialogo dal basso, nella società civile, risponde a una necessità imprescindibile di fronte ai rischi molto gravi dell’acuirsi di una frattura tra le due sponde, che ha la sua base nella esaltazione conflittuale delle diversità, anziché il recupero dell’immenso patrimonio di legami e risorse comuni.
Tanto più è importante, in tale prospettiva, l’allargamento dell’area dei protagonisti del dialogo a quelle regioni e comunità – come il Piemonte –, che fanno da cerniera tra il Mediterraneo e l’Europa continentale.
Inoltre, Torino e il Piemonte stanno cominciando a guardare concretamente a questo ruolo di “cerniera” nell’obiettivo di un posizionamento nuovo a livello internazionale, capace di identificare e qualificare un progetto di relazioni (Genova, Lione, Barcellona) e di innovazione nella qualità e nei caratteri dello sviluppo.

Le riflessioni in corso sulla possibile “eredità” che i Giochi Olimpici del 2006 potranno generare, fanno riferimento a questo ruolo nuovo della città (Torino “Città delle Alpi”, ma anche “Porta del Mediterraneo”).

In particolare, poi, per quanto riguarda l’enogastronomia, è dalla nostra regione che, attraverso il movimento di Slowfood, è partito un significativo rilancio, anche culturale, dei “sapori e dei saperi” del territorio.

La “fisionomia” della Sezione del Piemonte del Conservatoire Internazionale si caratterizza per il peso rilevante attribuito ai profili culturali e interdisciplinari delle azioni e delle manifestazioni sviluppate sul territorio, inteso come sistema aperto, secondo il principio per cui “le identità culturali sono tanto più forti quanto più sono aperte all’esterno e inserite in vasti percorsi di scambio, di incrocio, di contaminazione” (M. Montanari).

Attraverso la Conservatoria delle cucine mediterranee del Piemonte si intende dare vita a un centro di riferimento di livello internazionale per il dibattito pubblico sul rapporto tra globale e locale partendo dai prodotti e dalla cultura materiale fino ai grandi temi critici del nostro tempo (acqua, salute, ambiente, biotecnologie).

In tale contesto, un’attenzione particolare verrà riservata alle tecniche di produzione tese a conservare le biodiversità e le risorse naturali, come ad esempio l’agricoltura biologica, così come ci impegniamo a sostenere la scelta di rifiuto degli OGM e a contribuire alla rimessa in discussione di taluni istituti, come la brevettazione biotecnologica nelle parti che confilggono con i diritti dei produttori dei Paesi in via di sviluppo.

Un altro profilo fondamentale è rappresentato dalle finalità di inclusione che ci prefiggiamo. Per inclusione, accanto alle azioni formative e alla diffusione nella scuola, intendiamo anche iniziative volte a promuovere le esperienze orientate a garantire la qualità dei cibi e dei prodotti per tutti, tutti i giorni, quindi con una rigorosa attenzione al rapporto prezzo – qualità – sostenibilità economica, come parte del più generale concetto di sostenibilità ambientale.

Consapevoli come siamo del ruolo che moltissimi enti e soggetti, grandi e piccoli, stanno giocando da tempo e con importanti risultati nel costruire nelle nostre regioni una forte cultura del territorio attraverso la filiera alimentare, intendiamo produrre e mettere a disposizione, attraverso le nostre azioni e iniziative, un valore aggiunto legato alle nostre caratteristiche (la rete mediterranea) e a uno stile che punta esplicitamente alla cooperazione, all’integrazione, al far sistema come risorsa strategica. Sottolineiamo, tra tutti, una particolare attenzione all’area montana e pedemontana, anche per le sue caratteristiche di frontiera e legame.

Infine, ci sembra importante sottolineare un fine sociale che assegniamo alla nostra associazione, legando esplicitamente la ricerca, la valorizzazione e la promozione dei prodotti e della cucina a finalità di integrazione.
Torino e il Piemonte sono ormai luogo di incontro, attraverso ristoranti, negozi e mercati, di culture gastronomiche diverse, molte delle quali di origine mediterranea (Nord e Sud d’Italia, Nord e Sud del mondo).
Si tratta di un ambito che offre la possibilità di sviluppare, attraverso il riconoscimento di chi è diverso da noi, insieme alla cultura della tolleranza, anche il senso di appartenenza alle proprie radici, il recupero della coscienza di sé e quindi anche di una pratica della convivenza diffusa e condivisa.

Torino, 18 maggio 2004