Crostata

Crostata di frutta fresca

Nelle valli del cuneese, grazie all’attenzione da parte del mondo contadino alla dinamicità dei mercati, c’è stata una valorizzazione dei piccoli frutti, considerati un tempo un semplice prodotto spontaneo del bosco che non interessava la commercializzazione.

Fragole, ribes, more, lamponi, uva spina e mirtilli costituiscono oggi veri e propri impianti razionali che permettono di valorizzare aree considerate marginali.

Una coltivazione avviata negli anni Sessanta, proseguita in piccole aziende che hanno fatto dell’agricoltura di qualità, il fiore all’occhiello di una produzione inalterata nelle caratteristiche organolettiche.

Quello che poteva apparire un vincolo, come l’ altitudine elevata o la conformazione del terreno, è stato un punto di forza: si è lasciato fare alla natura, rispettandola.

Corrette linee di coltivazione, sistemi di difesa ispirati a principi di lotta integrata-biologica, uniti a un ecosistema ancora ben conservato, si sono concretizzati in prodotti di alto profilo, legati alla stagionalità.

Preparazione

Pasta frolla sabbiata

Burro g. 600
Farina g. 1000
Velo g. 400
Tuorli g. 180
Sale g. 10
Vaniglia q.b.
Scorza di limone grattugiata
Procedimento sabbiato

Crema Pasticcera

Latte fresco intero 1000 g
Panna fresca 250 g
Bacca di vaniglia 1 g
Buccia di limone grattugiata fine 1
Zucchero semolato 240 g
Tuorli d’uova 300 g
Amido di riso 90 g

Unire il latte, la panna, la bacca di vaniglia e la buccia di limone, nel frattempo fare una pastella con i tuorli lo zucchero e l’amido. Mescolare fino a ottenere un composto liscio e cremoso.
Quando il latte arriva a bollore stemperare il composto, unire e cuocere sul fuoco. Versare su una teglia e far freddare in abbattitore.

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